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Deutsche Bank scivola sull’aumento

Crolla in Borsa il titolo Deutsche Bank all’indomani dell’annuncio di un nuovo aumento di capitale per 8 miliardi di euro, il terzo negli ultimi quattro anni. Le azioni hanno perso ieri il 7,89% a 17,63 euro.
Salgono invece, grazie alla rassicurazione del rafforzamento patrimoniale e l’impegno al pagamento delle cedole per il 2017, le quotazioni del debito subordinato della banca, che erano state, nel febbraio 2016, al centro di una delle due gravi crisi di mercato che hanno colpito il maggiore gruppo creditizio tedesco lo scorso anno.
La caduta delle azioni ha scontato il forte effetto di diluzione per gli azionisti attuali e i dubbi degli investitori sulla nuova strategia della banca, che ha fatto marcia indietro su due dei principali elementi della strategia varata negli ultimi due anni: la cessione di Postbank, la banca che opera attraverso gli sportelli postali, e che non ha trovato acquirenti, per decidere ora invece di tenersela e rafforzarsi nel retail in Germania, e la divisione in due dell’investment banking, che viene adesso riportato all’interno di una stessa divisione. Il quotidiano finanziario locale «Handelsblatt» ha parlato di «voltafaccia» e si è chiesto se l’annuncio sia un segnale di miglioramento o di disperazione da parte del vertice di Deutsche Bank.
Molti analisti e investitori ritengono che i tempi dell’aumento di capitale, che per mesi l’amministratore delegato John Cryan aveva negato di voler realizzare, siano legati al fatto che le più grosse vicende giudiziarie nelle quali la banca è coinvolta (soprattutto lo scandalo sul collocamento dei titoli subprime negli Stati Uniti) sono state portate a conclusione e alla risalita del titolo del 40% circa negli ultimi mesi, dal minimo storico di 10 euro toccato a settembre (quando appunto la crisi sulla vicenda americana ha raggiunto la fase più critica).
La banca sostiene che, con l’aumento, il capitale primario Cet1 salirà al 14,1% (dall’attuale 11,9%), riallineandolo quindi con i principali concorrenti. A questo potrebbero aggiungersi 2 miliardi di euro circa che Deutsche Bank dovrebbe incassare dal collocamento sul mercato di una quota di minoranza fino a un terzo di Deutsche Asset Management, la sua società di gestione di fondi, che il gruppo tedesco valuta 8 miliardi di euro e analisti del settore fra 6 e 7 miliardi.
Le due operazioni dovrebbero finalmente sgombrare il campo dai dubbi che i mercati hanno continuato ad avere, nonostante le smentite dei vertici della banca, sulla necessità per il gruppo di Francoforte di rafforzarsi dal punto di vista patrimoniale. Del resto, gli investitori hanno memoria dell’aumento di capitale del 2013 per 2,8 miliardi di dollari, al completamento del quale l’allora numero uno, Anshu Jain, aveva dichiarato che il problema era risolto, e quello che invece è seguito nel 2014 per altri 8,5 miliardi di dollari. Secondo diversi analisti del settore bancario, l’operazione annunciata domenica dovrebbe offrire ora a Deutsche Bank la chance di non avere continuamente il fiato sul collo dei mercati per un prossimo aumento di capitale, almeno per qualche tempo. La promessa di un ritorno al dividendo, seppure modesto, è intesa come un incentivo per gli azionisti a partecipare all’operazione.

Alessandro Merli

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