Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Deutsche Bank quota l’asset management

Il colosso DWS con 700 miliardi di attivi in gestione sarà ancora per poco posseduto al 100% dal gruppo Deutsche Bank. Entro Pasqua, con il suo nuovo marchio di due linee argentee che puntano al rialzo e tante speranze di crescere nel redditizio mercato europeo dell’asset management, DWS sarà quotata in Borsa: Deutsche Bank cederà il 25% con un’entrata attesa tra 1,5 e 2 miliardi di euro, un incasso che rimpolperà il tesoretto per distribuire un dividendo che piaccia agli azionisti e che plachi l’onda lunga della disaffezione, soprattutto in Germania. Se quella di DWS non sarà la più grande Ipo dell’anno in Germania, non lo sarà per poco, seconda solo a quella dello spin off dell’attività nel settore sanitario di Siemens.
È dunque un’operazione di peso per il mercato tedesco ma anche per quello europeo, lo sbarco in borsa di DWS. «Finalmente indipendenti», titolava ieri Faz. E «la finestra» preannunciata circa un anno fa si è infine aperta, con la società di gestione che arriva al grande passo con i conti in ordine. Dopo un 2016 da dimenticare, con flussi netti in uscita per 39 miliardi che avevano fatto calare gli asset under management di 25 miliardi, il 2017 si è chiuso con il ritorno dei flussi netti positivi per 15,8 miliardi: gli investitori istituzionali, soprattutto americani, che si erano allontanati da DWS per la serie di cattive notizie sulla Deutsche Bank (i timori sulla liquidità e i colpi inferti dalle cause in Usa sulle mortgage backed securities), «sono tornati e stanno tornando», ha commentato un portavoce della società di gestione, la seconda in Europa in termini di assets dopo Amundi e con il fiore all’occhiello di Top Dividende, il fondo più grande in Europa. Uno dei punti deboli della catena, stando alle lamentele dei clienti di DWS, era quello di dover condividere con Deutsche Bank la parte infrastrutturale, i sistemi IT, il reparto legale: in vista della quotazione in Borsa, DWS si è già riorganizzata separando e rendendo indipendenti 1.400 dipendenti che lavorano in quei comparti, considerati «la spina dorsale» della società.
L’indipendenza, l’autonomia, l’autodeterminazione da Deutsche Bank (che la possiede al 100% dal 2004) sono tutti obiettivi ai quali mira DWS con la quotazione in Borsa del 25% del capitale. Il legame troppo stretto con Deutsche Bank, un gruppo bancario che nonostante sventoli uno dei più solidi Cet1 in Europa non gode ancora della fiducia incondizionata del mercato, non avrebbe consentito di spiccare il volo alla società di gestione che vuole crescere dagli attuali 700 miliardi. Il 55% dei clienti di DWS sono istituzionali, ma ci sono margini: in Europa 7.100 miliardi sono parcheggiati in cash e in depositi, aggredibili dalle società di gestione che si spartiscono per ora un mercato dell’asset management europeo da 4.000 miliardi. DWS va già molto bene in Italia e in Spagna, due mercati di punta dei prodotti d’investimento cross border europei, ma c’è da fare di più.
Deutsche Bank, tuttavia, continuerà ad avere il suo tornaconto da questa gallina dalle uova d’oro: il mercato dell’asset management è redditizio e in prospettiva, con il rialzo dei tassi, dovrebbe tornare ad esserlo sempre più. Il gruppo intanto si prepara per lo stacco del dividendo, in aprile. Il fatto che avrebbe avuto un utile nel 2017, se non fosse arrivata la stangata della supertassa americana, non ha entusiasmato il mercato che continua a penalizzare in Borsa il primo global player europeo.

Isabella Bufacchi

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa