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Deutsche Bank, prestiti a leva nel mirino della Vigilanza Bce

I prestiti con elevata leva finanziaria (leveraged loans), già oggetto di nuove linee guida emanate dall’SSM/Bce nel 2017, sono rientrati nel mirino della vigilanza bancaria europea a causa dell’inasprimento delle condizioni di mercato e dell’impennata del rischio di insolvenza scatenati dalla crisi Covid-19. E Deutsche Bank, tra le più attive banche d’investimento europee in questo settore, è finita sotto i riflettori dei supervisori.

Stando a una ricostruzione dell’FT, SSM/Bce avrebbe incoraggiato DB a «sospendere alcune transazioni leveraged chiave» senza tiraggi, fino alla messa a punto del sistema interno di risk management considerato carente. E sempre stando all’FT, il colosso tedesco non avrebbe adottato alla lettera le raccomandazioni della Bce: invece di sospendere le transazioni avrebbe dato un giro di vite al modello interno di valutazione del rischio. Secondo fonti bene informate, la questione tra Bce e Deutsche Bank tuttavia non riguarderebbe i leveraged loans non ancora utilizzati (senza tiraggi) ma piuttosto quelli imbastiti e in arrivo, che sarebbero oggetto di una nuova stretta prudenziale in tempi pandemici. E tra DB e Bce lo scambio di punti di vista non sarebbe teso.

Il dialogo tra vigilati e supervisori è normale, soprattutto nel corso di ispezioni di routine – come quella che riguarda ora DB sui leveraged loans – preannunciate a maggio su scala europea dall’SSM. Tuttavia su Deutsche Bank pesa un passato burrascoso nell’investment banking, finito nell’occhio del ciclone per aver accumulato posizioni ad alto rischio senza adeguato risk management, soprattutto agli occhi della vigilanza Usa. La strategia del ceo Christian Sewing è ora più prudente: ma i leveraged loans hanno alti rendimenti e sono molto appetibili quando messi a confronto con attività meno rischiose ma con rendimenti nulli in un contesto di tassi negativi.

Il portafoglio dei leveraged loans concessi e utilizzati da Deutsche Bank equivale al 2%, cioè 11 miliardi, sul portafoglio totale. I prestiti ad elevata leva finanziaria che sono stati finalizzati ma non ancora “tirati” nel primo trimestre 2020 risultavano attorno ai 4 miliardi.

I numeri che preoccupano SSM/Bce riguardano il mercato primario (origination) e secondario dei leveraged loans europei e Usa a causa del tracollo provocato dalla pandemia. Le quotazioni sul secondario lo scorso marzo, stando alla Bce, sono precipitate: S&P European Leveraged Loan Index è sceso del 14,78%, il più grande calo dal 2002 e negli Usa l’ S&P/LSTA Leveraged Loan Index è diminuito del 12,37%, lo scivolone più grande nei 23 anni di storia di questo indice. Alla fine del 2019, le 26 istituzioni vigilate direttamente dalla Bce e più attive in questo mercato avevano un’esposizione totale verso prestiti leveraged (concessi a controparti estremamente indebitate) pari a 417 miliardi, rappresentando in media il 20% dei prestiti alle aziende. E più della metà dei 165 miliardi sottoscritti del 2019 risultano con garanzie basse o nulle. L’SSM stima che a causa della recessione e dei lockdown della pandemia da coronavirus i NPLs possano lievitare fino a 1.300 miliardi: i leveraged loans sono i più rischiosi per definizione. Deutsche Bank dovrà convincersi a stringere la cinghia.

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