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Deutsche Bank paga 2,5 miliardi di dollari per lo scandalo dei tassi truccati Multa più pesante per ostacolo all’Authority

Nuova multa record per Deutsche Bank che, dopo 7 anni di indagini, chiude il capitolo Libor patteggiando con le autorità americane e britanniche una sanzione di 2,5 miliardi di dollari. L’accordo raggiunto ha imposto alla banca tedesca di licenziare i trader colpevoli di aver manipolato materialmente il tasso interbancario, usato come riferimento per i contratti finanziari e i mutui. D’ora in poi, inoltre, Deutsche Bank allontanerà gli impiegati responsabili di cattiva condotta e installerà un sistema di monitoraggio indipendente.
Il conto per l’istituto guidato dai co-Ceo Anshu Jain e Jürgen Fitschen sale dunque a circa 3,5 miliardi, visto che nel 2013 Deutsche Bank aveva pagato quasi 1 miliardo di dollari per chiudere l’inchiesta dell’Antitrust europeo. Se finora sono 8 le banche globali nel mirino per lo scandalo Libor che hanno patteggiato con le autorità, per un totale di oltre 8,5 miliardi di dollari, Deutsche Bank paga il prezzo più alto, perché l’istituto di Francoforte è accusato anche di sistemi e controlli inadeguati, di non aver fornito informazioni tempestive ai regolatori e di averne ostacolato l’attività.
Non c’è solo il danno finanziario: pesano le parole pronunciate Georgina Philippou della Fca, il regolatore britannico: «Una divisione di Deutsche Bank aveva una cultura di generare profitti senza una considerazione adeguata per l’integrità del mercato. Questo non era limitato a pochi individui, ma in certi desk era profondamente radicato». Uno schiaffo all’immagine della prima banca tedesca, ora impegnata a «ricostruire la fiducia di clienti e azionisti». E «questo accordo rappresenta un ulteriore passo in avanti» in questa direzione, sostiene il gruppo, precisando che nessun membro del board era a conoscenza della cattiva condotta dei trader, che l’istituto ha punito e licenziato i colpevoli, ha rafforzato controlli e procedure, e farà ulteriori accantonamenti per 1,5 miliardi.

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