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Deutsche Bank, lente sul capitale, ma la liquidità è ok

L’amministratore delegato della Deutsche Bank e il ministro delle Finanze tedesco si sono mobilitati ieri per rassicurare i mercati sullo stato di salute della principale banca tedesca, investita nelle ultime ore da una ridda di voci negative e dal crollo del titolo in Borsa. A giudicare dall’andamento delle azioni e del costo di assicurazione contro il default non tutti gli investitori si sono convinti.

FRANCOFORTE
John Cryan, da sette mesi alla guida di Deutsche Bank, ha inviato una lettera ai dipendenti, che è stata resa pubblica, in cui si afferma che «la banca è assolutamente solida come una roccia» ed ha una forte posizione di capitale e di rischio. Il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha dichiarato, a margine dell’incontro franco-tedesco di Parigi, di non avere preoccupazioni riguardo a Deutsche Bank. Il fatto stesso che si siano dovuti spendere entrambi per calmare le acque è apparso ad alcuni investtiori come un segnale di malessere. Le azioni hanno perso in Borsa il 4,3%, dopo il crollo del 10% di lunedì. Il titolo ha perso il 39% dall’inizio dell’anno.
Il costo dei Cds, lo strumento per assicurarsi contro il default, è ai livelli più alti dal 2011 ed è in rialzo da otto giorni consecutivi.
Lunedì sera la banca, dopo insistenti voci circolate sui mercati, ha diffuso una nota per rassicurare di avere a disposizione le risorse per pagare la cedola sulle obbligazioni Additional Tier 1, in pagamento ad aprile, dichirando di avere 1 miliardo di euro, a fronte deli 350 milioni dell’importo dovuto. Nella nota, Deutsche Bank precisa anche di avere 4,3 miliardi di euro per le cedole del 2017, in parte grazie alla vendita del 20% della banca cinese Hua Xia e in parte dalle riserve generali. La cifra del 2017 è condizionata però ai risultati per il 2016. Anche il direttore finanziario Markus Schenck ha detto, in una comunicazione ai dipendenti, che la banca ha le risorse necessarie. Inoltre ieri sera – secondo l’edizione online del Financial Times – il colosso tedesco, grazie alle proprie riserve di liquidità pari a 220 miliardi di euro, avrebbe messo allo studio un maxi un buy-back di bond senior (ne sono stati emessi per 50 miliardi di euro) proprio per frenare il ribasso del titolo.
La principale incognita sono le spese addizionali in cui Deutsche potrà incorrere a causa delle numerose vicende giudiziarie in cui è coinvolta, per gli scandali in cui si è trovata implicata negli anni scorsi. La banca tedesca è quellache finora ha pagato di più fra tutte le banche globali, in multe comminate dalle autorità e in spese legali.
Nella sua lettera di ieri, Cryan riconosce che la banca sa di dover aumentare gli accantonamenti a fronte di questo tipo di spese legali, ma che ne ha già tenuto conto nei suoi piani finanziari. L’amministratore delegato afferma anche che si occuperà personalmente di risolvere queste questioni rapidamente in modo da rimuovere l’incertezza che grava sulla banca.
Gli investitori si sono dimostrati particolarmente preoccupati di questo aspetto così come delle possibilità di successo del piano di ristrutturazione della banca. Questo comprende la vendita della Postbank, la banca postale acquistata in seguito alla privatizzazione, e un programma di taglio dei costi, oltre alla ristrutturazione delle attività di investment banking, che sono state divise in due. Queste sono state all’origine della maggior parte degli utili del gruppo negli ultimi anni, ma i mercati hanno dei dubbi sulla loro futura redditività, soprattutto nelle attuali condizioni di mercato. Si tratta anche delle attività che hanno portato al coinvolgimento di Deutsche Bank negli scandali degli ultimi anni.

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