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Deutsche bank, il ceo Sewing: «Il peggio è passato»

Deutsche bank centrerà nel 2022 il doppio obiettivo di gruppo che si è prefissa nel 2019 avviando la più grande ristrutturazione del ventennio: Rote (return on tangible equity) all’8% post-tasse e avvio della restituzione agli azionisti di 5 miliardi di capitale. Rispetterà i target 2022 sui ricavi a quota 24,4 miliardi, costi in calo a quota a 16,7 miliardi (al netto dei costi di trasformazione), Rwa a 32 miliardi, CET1 sopra il 12,5%. E non è escluso che a fine 2021 DB possa decidere di distribuire un dividendo: ma è «prematuro parlarne adesso, tutto dipenderà da come andrà il dialogo con la vigilanza che è molto buono perchè stiamo centrando tutti gli obiettivi prefissi». Il prezzo in Borsa ieri ha chiuso in calo a 9,30 euro (-1%) dopo essere salito a 9,613: la performance finora quest’anno di DB è in area +35% tra le migliori nel settore europeo.

A confermare la promessa degli ambiziosi target, nonostante la pandemia, è stato ieri tutto il vertice di Deutsche bank, nella giornata “Deep Dive” dedicata a investitori istituzionali e stampa. «Il peggio è alle spalle», ha detto il ceo Christian Sewing con uno spancio di ottimismo, apertamente soddisfatto per i risultati delle diverse divisioni della banca, «a conferma che il nostro business model rifocalizzato funziona, stiamo tagliando i costi all’interno del nostro capitale».

I vertici della banca si sono detti ieri fiduciosi sulla capacità di tagliare tutti questi traguardi nonostante la crisi Covid-19. Forti di un bilancio esposto per il 50% in Germania (DB prevede il Pil tedesco rimbalzerà nel 2021 a +4,1%, ottimistico rispetto a +2,8% dell’Ocse), risk management conservativo, portafoglio prestiti da 433 miliardi poco esposto (15%) ai settori più danneggiati dalla pandemia, accantonamenti su perdite potenziali per 41 punti base (dovrebbero calare lievemente nel 2021 rispetto al 2020 e normalizzarsi a quota 25-30 punti base nel 2022) contro i 158 punti base di media delle grandi banche internazionali comparabili.

La core bank è riuscita a contrastare i venti contrari della pandemia e dei tassi negativi con ricavi in crescita dell’8% nei primi nove mesi. Usando al meglio la digitalizzazione e i nuovi sbocchi dell’IT. Nell’investment banking i ricavi sono saliti finora quest’anno (9,2 miliardi attesi nel 2020 contro 7 del 2019) grazie al trading, all’origination delle emissioni di bond, al fx, alla crescita di quote di mercato nei settori di punta che per il 50% secondo Sewing sarà duratura e sostenibile. La corporate bank registra finora quest’anno ricavi stabili ma ha neutralizzato i tassi negativi trasferendoli su 75 miliardi di depositi della clientela con più ricavi in prospettiva fino a 100 milioni (ora 57). Il taglio dei costi quest’anno, attesi a 19,5 miliardi, potrebbe essere migliore rispetto alla tabella di marcia anche grazie all’home working. La riduzione dei rischi del veicolo CRU(Capital release unit) sta andando avanti come da programma, 39 miliardi alla fine del terzo trimestre 2020, con chiusura di posizioni rischiose al mark-to-market che non sempre è in rosso. Il CET1 è al 13,3% alla fine del terzo trimestre 2020 ben sopra il requisito minimo prudenziale di 10,4%.

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