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Deutsche bank in attesa

I più alti dirigenti di Deutsche bank, fra cui con ogni probabilità l’a.d. John Cryan, voleranno nei prossimi giorni negli Stati Uniti per trattare una riduzione della multa da 14 miliardi di dollari (12,5 mld euro) inflitta dal Dipartimento di giustizia Usa all’istituto tedesco per il suo coinvolgimento nella crisi dei mutui: lo scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung.

La nuova indiscrezione fa seguito alle voci, diffuse nei giorni scorsi, secondo cui Washington e Deutsche bank si erano già accordati per un abbassamento della sanzione a 5,6 miliardi di dollari (circa 5 mld euro): una cifra che sarebbe stata del tutto coperta dai 6 miliardi di euro accantonati per le spese legali. Secondo la Faz, invece, le trattative non sono ancora iniziate. Inoltre Deutsche bank starebbe valutando un aumento di capitale per coprire costi legali imprevisti, in quanto le ipotesi di una cessione delle attività di asset management o di una fusione con Commerzbank sarebbero economicamente controproducenti.

Quel che è certo è che non è stato ancora raggiunto un accordo da proporre ai più alti livelli per l’approvazione definitiva. L’esatto ammontare delle sanzioni è vitale per gli investitori, per capire la sostenibilità per una banca che ha una patrimonializzazione tra le più deboli del settore.

Intanto in Germania tiene banco la polemica politica. Da un lato c’è chi ritiene che la maxi multa sia un atto di ritorsione economica per la richiesta di pagamento di tasse arretrate per 14 miliardi di dollari notificata a Apple dalla Commissione Ue: a pensarla così è il presidente della commissione economia del Bundestag, Peter Ramsauer.

Di tutt’altro avviso è il vicecancelliere e ministro dell’economia, nonché leader del partito socialdemocratico, Sigmar Gabriel, che ha tuonato contro Deutsche Bank. Il settimanale Der Spiegel, sul proprio sito internet, scrive che Gabriel ha commentato con parole molto aspre la mail interna inviata dal capoazienda John Cryan ai dipendenti, nella quale dipingeva la banca come vittima di speculatori. «Non so», ha detto Gabriel, «se devo ridere o infuriarmi per il fatto che Deutsche bank, che finora ha avuto come modello d’affari la speculazione, adesso si presenti come una vittima di speculatori».

Con la borsa di Francoforte chiusa per festività, a Wall Street il titolo dell’istituto tedesco viaggiava in calo di circa due punti percentuali.

Massimo Galli

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