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Deutsche Bahn sfida Fs in Italia con un polo del trasporto locale

Le Ferrovie tedesche (Deutsche Bahn) sfidano le Ferrovie italiane (Fs) nel trasporto pubblico locale, in particolare nei servizi di trasporto su gomma (autobus), urbani ed extraurbani. È questo, in estrema sintesi, il significato strategico dell’operazione che vede protagonista Arriva Italia, società di matrice britannica ma controllata, a partire dal 2010, da Deutsche Bahn (Db). Arriva è responsabile del trasporto locale/regionale passeggeri al di fuori della Germania. In Italia, Arriva detiene circa il 5% del mercato del tpl, fornendo servizi di trasporto passeggeri sia a livello urbano sia interurbano. In queste ore, Arriva Italia sta completando il processo di fusione per incorporazione delle aziende italiane a oggi interamente controllate: Savda (Aosta), Sadem (Torino), Sab (Bergamo), Sia (Brescia) e Km (Cremona). La fusione per incorporazione avrà decorrenza a partire dal 31 dicembre 2020; non rientrano invece nella fusione le società partecipate Arriva Veneto, Arriva Udine, Asf Como e Trieste Trasporti.

La nuova Arriva Italia darà vita a una società con una flotta di 1.350 autobus, 1.500 dipendenti e 50,2 milioni di bus/km annui, con un volume d’affari di 150 milioni di euro (al netto delle società partecipate). Arriva punta a nuovi investimenti in Italia per 50 milioni di euro, oltre ai 123 milioni di euro già pianificati nel prossimo triennio per l’acquisto di 550 autobus volti a potenziare l’offerta del trasporto pubblico locale. Un’attenzione particolare è rivolta verso la sostenibilità ambientale e la riduzione dei consumi: a Cremona, per esempio, si punta a introdurre nella flotta 19 nuovi autobus elettrici, più i due già in servizio, entro il 2023, grazie a 6 milioni di contributo del ministero dell’Ambiente, oltre a 2 milioni finanziati da Arriva Italia.

Raggiunto al telefono dal Sole 24 Ore, Angelo Costa, amministratore delegato di Arriva Italia, approfondisce i dettagli dell’operazione: «Questo progetto nasce nel dicembre 2017 ed è andato avanti anche in piena emergenza sanitaria. Anzi, siamo contenti di poter annunciare il buon esito dell’operazione, perché rappresenta un segnale di fiducia in un momento difficile. La scelta di creare una One Company – continua Costa – nasce dalla volontà di fornire risposte adeguate a una serie di trasformazioni in atto sul mercato del trasporto pubblico, dalla transizione energetica alla crescente digitalizzazione dei processi. In questo modo, un unico brand rappresenterà tutti i nostri territori, su cui continueremo a lavorare al massimo, garantendo un omogeneo livello di servizio. È un’operazione che possiamo considerare anche di sistema: la centralizzazione porta inevitabilmente a maggiori efficienze e a una crescita complessiva del settore». Tutti i servizi svolti dalle controllate proseguiranno senza alcuna interruzione. Verrà mantenuto inoltre lo stesso organico lavorativo e verranno garantiti gli stessi servizi sul territorio, senza che la fusione comporti quindi conseguenze su quello che è il normale svolgimento del servizio di tpl in ogni territorio in cui Arriva Italia opera. Prosegue Costa: «Il nostro competitor principale è Busitalia, società controllata dal Gruppo Fs Italiane. Ora ci stiamo già guardando intorno per cogliere qualsiasi opportunità».

Nel concreto, le opportunità, ovvero le gare, a cui sarebbe interessata Arriva Italia, sono le seguenti: servizi urbani nella zona di Mestre (presentazione delle offerte nel mese in corso); area suburbana di Roma in un raggio di 25 chilometri dal centro della capitale (presentazione delle offerte nel febbraio 2021, ma Arriva ha chiesto una proroga del termine); servizi suburbani della città metropolitana/provincia di Napoli, con presentazione offerte a fine marzo 2021 (al momento Arriva Italia non è interessata ai servizi urbani della città di Napoli in capo ad Anm, Azienda napoletana mobilità).

Anche perché il concorrente non sta con le mani in mano. A inizio dicembre, Busitalia Veneto ha firmato il contratto di servizio con la Provincia e il Comune di Padova. L’intesa, informa «Fs News», testata online del Gruppo Fs, coinvolge la società controllata da Busitalia per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale urbano di Padova (bus e tram) ed extraurbano nella Provincia di Padova. La concessione, del valore di 353,4 milioni di euro e durata nove anni, prorogabili di ulteriori due, decorre dal settembre 2021. Il contratto segue l’aggiudicazione della gara indetta dalla Provincia di Padova a fine 2017, definisce le caratteristiche principali dell’offerta di trasporto e punta a incrementare la qualità dei servizi, previsti investimenti per 146 milioni di euro per il rinnovo di tutta la flotta bus e le nuove tecnologie. Oltre agli investimenti, concentrati nel primo anno della concessione, è previsto un aumento della produzione chilometrica del servizio rispetto all’attuale per oltre 24 milioni di chilometri annui.

Arriva Italia si prepara a raccogliere la sfida. Conclude Costa: «Siamo pronti a effettuare importanti investimenti, che hanno al centro una mobilità ecosostenibile e un comfort sempre maggiore per i nostri utenti. Crescere è il nostro obiettivo, sia nei territori dove già operiamo, sia in quelli di possibile interesse. La fusione è solo il primo passo di un progetto che ci vedrà ancora più protagonisti nel settore del trasporto pubblico locale».

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