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Deutsche, addio al rosso

Deutsche Bank rivede l’utile nel terzo trimestre. Il colosso del credito tedesco ha registrato profitti netti pari a 278 milioni di euro, a fronte del rosso di 6 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso, che era stata provocata da pesanti svalutazioni di asset.

L’istituto ha fornito un aggiornamento sulla questione delle trattative in corso con il dipartimento di giustizia Usa per chiudere il caso dei mutui subprime. La banca ha accantonato altri 501 milioni per coprire gli oneri dei contenziosi legali e ha evidenziato il «duro lavoro» in corso per chiudere il più presto possibile un problema che ha molto pesato sull’andamento dei corsi azionari nelle ultime settimane. Il titolo ha pagato soprattutto le indiscrezioni del Wall Street Journal su una richiesta iniziale di quasi 15 miliardi di dollari (13,8 mld euro) da parte dei funzionari americani e, quindi, i timori sulla necessità di un massiccio aumento di capitale per coprire i relativi oneri e rispettare i requisiti patrimoniali di legge.

Il periodo luglio-settembre 2015 aveva invece registrato un conto economico penalizzato da massicce svalutazioni delle attività di investment banking e di altri asset, dando il via a un ampio piano di ristrutturazione condotto dal nuovo amministratore delegato John Cryan.

Deutsche Bank ha comunque pagato un contesto operativo difficile, con i bassi tassi di interesse e le incertezze economiche che hanno avuto ripercussioni sulle attività retail. In ogni caso la ristrutturazione della banca procede secondo i piani: il Core Tier 1 è salito alla fine del trimestre all’11,1% dal 10,8% di fine giugno, non lontano dall’obiettivo del 12,5% fissato per la fine del 2018.

In borsa Deutsche Bank ha guadagnato lo 0,60% a 13,37 euro.

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