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«Detrazioni fiscali al 50% non coordinate con altre norme»

«L’attuazione delle norme sui nuovi incentivi fiscali previsti dal Decreto Rilancio è sicuramente un segnale positivo, tuttavia – anche considerando i lunghi tempi di attesa – manca un coordinamento con le norme già vigenti e, soprattutto, con le dinamiche concrete del settore». Le detrazioni fiscali del 50% a favore delle persone fisiche che investono in startup e pmi innovative, nei limiti del regolamento europeo «de minimis» sugli aiuti di Stato, sono un passo positivo, quindi, per Luigi Capello, ceo di LVenture Group, anche se non mancano dubbi sulla loro efficacia.

«Il decreto appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ad esempio, prevede l’innalzamento dell’incentivo al 50% solo per gli investimenti effettuati in via indiretta attraverso OICR, escludendo tutte le altre società, holding e veicoli di investimento che investono prevalentemente in startup innovative, come invece previsto dai decreti del 2014, 2016 e 2019 che disciplinano le agevolazioni fiscali al 30%» spiega Capello, sottolineando poi: «Considerando come i nuovi incentivi intervengano in regime “de minimis”, per una misura massima di agevolazione pari a 200.000 euro in tre anni, gli aumenti di capitale che potrebbero beneficiare di queste agevolazioni fiscali sono quelli relativi alle startup nelle fasi iniziali, dove intervengono primariamente holding o veicoli di business angel, per non “sporcare” la cap table della startup. Ma tutti questi soggetti restano esclusi dalla nuova normativa e non potranno beneficiare dei nuovi incentivi. Data la lunga gestazione del decreto un confronto maggiore con gli operatori del mercato avrebbe potuto portare a un risultato migliore».

LVenture Group, holding di partecipazioni quotata in Borsa Italiana, investe in startup digitali con business scalabili a livello globale e ne accelera il processo di sviluppo per portarle all’exit attraverso Ipo o operazioni di M&A. «Il venture capital italiano è in un trend positivo. Quello che vediamo nei nostri programmi di accelerazione sono startup molto interessanti. Ne abbiamo oltre 80 in portafoglio e dalla nostra fondazione ne abbiamo create più di 100» osserva Capello, che aggiunge: «Siamo nati nel 2013 e la maturazione del portafoglio sta arrivando adesso. Prima delle grandi exit dobbiamo fare grandi round e nel 2020 abbiamo fatto più di 20 round per un totale di 23 milioni di euro, di cui 3 milioni di euro investiti da LVenture e il resto da parte di co-investitori».

Guardando all’anno appena iniziato il ceo di LVenture Group conclude: «Il 2021 si apre con prospettive interessanti se Cdp Venture Capital continua ad operare investendo nella creazione di nuovi fondi e in operazioni di co-investimenti».

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