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Detrazioni di imposta, accredito diretto su c/c

Detrazioni direttamente sul conto corrente sfruttando il meccanismo del cashback. È una delle proposte di riforma fiscale presentate dal movimento 5 stelle nel documento di 44 pagine delle proposte di riforma. Il documento segue quello presentato dalla lega e dagli altri gruppi parlamentari in seno alla commissione bicamerale di riforma dell’Irpef che con ieri ha completato la fase di raccolta delle diverse ipotesi di riscrittura del fisco. Ora è necessario predisporre un documento conclusivo da cui redigere la legge delega di riforma fiscale entro luglio. Poi toccherà alla commissione di esperti che nominerà Palazzo Chigi e il ministero dell’economia per ridisegnare il fisco italiano. «Dopo le 61 audizioni e le discussioni generali in commissione ha dichiarato su Twitter, il presidente della commissione Luigi Marattin, «tutti i partiti hanno ora depositato i propri position paper sulla riforma fiscale. Ora inizia l’ultima fase: il tentativo di documento unitario, entro fine mese, per indirizzare la scrittura della legge delega».

Per Vita Martinciglio e Emiliano Fenu, parlamentari del movimento 5 stelle che hanno depositato il report si tratta di «disboscare la giungla delle troppe spese fiscali, le cosiddette tax expenditures, attraverso un sistema che prevede forme di accredito diretto al contribuente di tutta una serie di detrazioni fiscali, senza aspettare i tempi delle dichiarazioni. Questo ci consentirebbe di razionalizzare drasticamente le stesse tax expenditures», proseguono, «di estrapolare dalle dichiarazioni dei redditi tutta una serie di detrazioni che oggi si traducono in oggettive complicazioni, di mettere i contribuenti, anche quelli incapienti, in condizione di seguire con semplicità e velocità i tempi di fruizione delle loro agevolazioni fiscali. Gli accrediti delle detrazioni potrebbero avvenire direttamente su conto corrente, magari legando il meccanismo al cashback».

Al contrario il documento consegnato da Leu punta tutto sul modello tedesco dell’imposta sui redditi: «Una imposta speciale su tutti i redditi di lavoro (dipendente e autonomo, compreso il contributo lavorativo degli imprenditori individuali). L’idea è quella di introdurre una funzione matematica continua in grado di indicare l’aliquota media da applicare al reddito imponibile»

Tra le ipotesi presentate dalla Lega c’è quella di abolire l’Irap sostituendola con un’addizionale Ires regionale oltre a puntare sulla flat tax incrementale e ampliare la platea dei forfettari.

Per Forza Italia invece si punta a tre aliquote Irpef individuando nella seconda aliquota una sorta di flat tax del ceto medio.

Il Pd, invece, crea una imposta agevolata che punti al secondo percettore di reddito in familia. Propone la Tasp (tassazione agevolata del secondo percettore di reddito in famiglia (Tasp), con l’obiettivo di aumentare l’offerta di lavoro, dare impulso all’occupazione femminile, fare emergere il lavoro nero e favorire il ritorno nel mondo del lavoro dopo il congedo di maternità obbligatorio». I democratici rilanciano poi l’Iri, imposta sul reddito delle società con aliquota del 24% che non è mai entrata in vigore. E infine una revisione dell’imposta di successsione che preveda una aliquota del 20% per chi ha patrimoni superiori ai 5 mln di euro.

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