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Detrazioni con effetto doping

Le detrazioni fiscali fanno volare le spese per ristrutturare l’abitazione o per far consumare meno energia al proprio ufficio, negozio o stabilimento. Nel 2013 famiglie e imprese hanno investito 30,4 miliardi di euro. Una somma che fa registrare un incremento del 56,4% rispetto al 2012 (quando erano stati investiti circa 19 miliardi di euro) e del 90,3% rispetto al 2011 (14,4 miliardi). È quanto emerge da uno studio condotto dall’Osservatorio permanente sulla tassazione delle piccole imprese della Cna.

Il rapporto mette in evidenza la relazione esistente tra l’andamento delle spese agevolabili e la misura delle detrazioni fiscali concesse. Tenuto conto che i bonus tributari sono fruibili in dieci anni, il beneficio finanziario effettivo riconosciuto nel momento di sostenimento della spesa ai contribuenti risulta pari al 39,5% per le ristrutturazioni e al 51,43% per gli interventi «green». Numeri che «determinano un aumento significativo della domanda di servizi edili e, inoltre, non rende profittevole percorrere la via del sommerso», sottolinea la Cna. In questo senso, le detrazioni per gli interventi sugli edifici realizzano quel principio del contrasto di interesse più volte invocato nel dibattito su un più efficace contrasto all’evasione.

Secondo lo studio, nel 2014 gli investimenti saranno pari a circa 29,4 miliardi di euro. Le minori entrate dovute alle tax expenditures (stimate per quest’anno a quota 3,75 miliardi di euro) «risultano ampiamente compensate dall’Iva versata e dalle imposte sui redditi realizzati dalle imprese che operano nel settore edilizio», prosegue la confederazione.

Il rapporto mette poi a confronto le serie storiche di investimenti e aliquote di sconto fiscale nell’ultimo decennio. Per pesare adeguatamente il fattore tempo, le cifre vengono attualizzate a un tasso medio del 4,5% (ossia il tasso mediamente applicato dalle banche sui mutui casa): la vecchia detrazione Irpef del 36% in 10 anni per le ristrutturazioni corrisponde a una riduzione effettiva della spesa del 28,49%. Ciò significa, da un punto di vista finanziario, che per ogni 100 euro pagati il contribuente ne spende 71 euro. Con la detrazione al 50%, come nel caso della misura attualmente prevista, il costo finanziario della ristrutturazione diminuisce a circa 60 euro ogni 100 euro spesi, con un risparmio effettivo del 40%. Sul fronte della riqualificazione energetica, la vecchia detrazione Irpef/Ires del 55% porta con sé un vantaggio finanziario del 44%. Mentre l’attuale incentivo (detrazione al 65%) consente di realizzare un vantaggio finanziario del 51%: per ogni 100 euro di spesa l’uscita effettiva è di 49 euro.

Dall’elaborazione emerge come «riconoscere una detrazione sulle ristrutturazioni edilizie del 40% in dieci anni equivale a riconoscere una detrazione del 36% in cinque anni», osserva la Cna, «tuttavia, a parità di risparmio fiscale, nella percezione del contribuente un’agevolazione riconosciuta in tempi ravvicinati, sebbene di ammontare minore, è preferibile a una detrazione maggiore riconosciuta in un arco temporale più ampio».

Da qui la richiesta di estendere l’agevolazione fiscale anche alle spese connesse alle manutenzioni ordinarie degli immobili. Una tipologia di servizio, peraltro, dove «la concorrenza sleale realizzata dagli evasori totali è diffusa come, peraltro, è maggiormente diffusa e periodica la necessità di realizzarli da parte delle famiglie», conclude lo studio.

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