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Detrazioni, al debutto nel 730 la tracciabilità degli oneri

Tracciabilità degli oneri all’esordio nel 730, pur se con il dubbio «rinvio». Numerose le polemiche legate all’adempimento e alle difficoltà di gestione dei casi specifici. Gli operatori di settore, tra cui in primis la Consulta Caf, hanno chiesto lo slittamento della previsione normativa. Nel frattempo, la norma è operativa e nelle prossime dichiarazioni riferite al 2020 bisogna vagliare la documentazione prodotta dal contribuente per avere il necessario via libera alla detrazione, salvo interventi risolutivi dell’ultima ora da parte del legislatore.

L’articolo 1, comma 689 della legge di Bilancio 2020 ha reso obbligatoria la tracciabilità dei pagamenti sostenuti per le spese indicate dall’articolo 15 del Tuir (e da altre disposizioni) e suscettibili di detrazione fiscale nella misura del 19%, pur se con qualche distinguo relativo alle spese mediche.

L’obbligo in parola è imprescindibile e, dunque, il pagamento delle spese deve essere stato effettuato con le modalità di seguito elencate, pena il mancato riconoscimento del beneficio fiscale.

In particolare, i pagamenti delle spese sostenute dal 1? gennaio 2020 devono essere avvenuti necessariamente mediante modalità che ne hanno garantito la relativa tracciabilità; a partire dal bonifico bancario o postale, ovvero attraverso altri sistemi di pagamento previsti dall’art.23 del dlgs n. 241 del 1997, tra cui rientrano le carte di debito, di credito e prepagate, nonché gli assegni bancari e postali.

Sul punto, l’Agenzia delle entrate ha confermato come l’elencazione disposta dalla norma citata abbia natura meramente esplicativa e non esaustiva, potendo farsi riferimento a quanto espresso nella risoluzione n. 108 del 2014 secondo cui per «altri mezzi di pagamento» debbano intendersi quelli che «garantiscano la tracciabilità e l’identificazione del suo autore al fine di permettere efficaci controlli da parte dell’amministrazione finanziaria».

L’obiettivo ultimo da perseguire nella individuazione di elementi utili a tal fine, è quello di soddisfare l’esigenza di tracciabilità del flusso finanziario dal soggetto che sostiene la spesa al soggetto beneficiario (attraverso una catena ininterrotta di corresponsioni con strumenti tracciabili) ed è evidente come con la misura in commento sia disincentivata la possibilità di effettuare le spese mediante l’utilizzo di contanti; a ben vedere, il pagamento delle spese in contanti non è vietato, tuttavia il suo utilizzo non consentirà di beneficiare della detrazione del 19%

Come anticipato, l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti in parola è disposto per tutte le spese per le quali è prevista la detrazione di imposta del 19%; tra queste vi sono, a titolo non esaustivo, gli oneri sostenuti per: le spese assicurative, le spese veterinarie e quelle funebri, le spese sostenute per l’attività sportiva dei bambini e dei ragazzi, gli affitti per studenti fuori sede, nonché quelle per l’istruzione secondaria e universitaria.

Restano invece escluse dall’obbligo di utilizzo di pagamenti che ne assicurino la tracciabilità soltanto:

i) le spese per le quali è prevista una detrazione diversa dal 19%;

ii) gli oneri deducibili e

iii) talune spese di natura sanitaria, quali quelle sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche (es: ticket ospedaliero) e quelle rese da strutture private accreditate al servizio sanitario nazionale (es: esami di laboratorio rese da una clinica privata convenzionata con il Ssn ecc.).

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