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Detrazione totale se c’è nesso diretto

La holding che, oltre alla gestione delle partecipazioni, in via accessoria acquista beni e servizi che rifattura alle società controllate ha diritto all’intera detrazione dell’Iva su tali acquisti se si ricollegano esclusivamente ad operazioni che attribuiscono tale diritto.

Se gli acquisti sono invece impiegati, nell’attività economica, sia per operazioni con diritto alla detrazione sia per operazioni che non attribuiscono tale diritto, l’imposta è detraibile solo per la percentuale di pro rata.

Se, infine, gli acquisti sono utilizzati in parte anche per le attività non economiche, spetta allo stato membro definire il metodo per determinare dell’Iva non detraibile riferibile a tali attività.

Questi i principi statuiti dalla Corte di giustizia Ue nella sentenza 6/9/2012, causa C-496/11, nel procedimento pregiudiziale promosso dai giudici portoghesi in relazione a una controversia nella quale l’amministrazione finanziaria aveva contestato a una società la detrazione integrale dell’imposta sui servizi tecnici di amministrazione e di gestione acquistati e rifatturati alle partecipate, ritenendo che dovesse applicarsi il metodo del pro rata. La società, dal canto suo, riteneva totalmente detraibile l’imposta relativa alle spese aventi un nesso immediato e diretto con le prestazioni imponibili fatturate «a valle».

I giudici nazionali hanno quindi deciso di chiedere alla Corte se la direttiva consenta o meno all’amministrazione fiscale di imporre a una holding il metodo del pro rata, a motivo del fatto che il suo oggetto sociale principale è la gestione di partecipazioni, anche in relazione ai servizi acquistati esclusivamente per realizzare operazioni imponibili. Chiedevano, inoltre, se la holding, qualora le prestazioni imponibili rese alle partecipate presentino carattere accessorio rispetto all’attività, possa detrarre totalmente l’imposta sugli acquisti che hanno un nesso immediato e diretto con tali prestazioni, applicando il principio della «destinazione effettiva».

Al riguardo, dopo avere preliminarmente ricordato quali sono le condizioni in cui la holding assume la veste di soggetto passivo dell’Iva, la corte ha osservato che, affinché l’Iva sia detraibile occorre che gli acquisti a monte presentino un nesso diretto e immediato con le operazioni a valle che conferiscono il diritto alla detrazione. Il regime del pro rata, prosegue la sentenza, si applica unicamente agli acquisti a impiego «misto», che sono cioè utilizzati dal soggetto passivo, nel contempo, sia per operazioni con diritto a detrazione sia per operazioni che non conferiscono tale diritto. Se l’impiego è invece univocamente per operazioni imponibili, l’Iva a monte è totalmente detraibile. Infine, nel caso in cui gli acquisti siano utilizzati anche per attività non economiche, spetta agli stati membri individuare la quota d’imposta non detraibile, secondo un metodo che rifletta oggettivamente l’utilizzo dei beni e servizi.

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