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Detrazione del 36% trasferibile

di Fabrizio G. Poggiani 

La detrazione del 36% potrà essere trasferita o meno, a scelta delle parti, anche in presenza di atti a titolo gratuito, come la donazione, o in caso di permuta, assimilabile alla cessione.

Questa una delle attese risposte ai quesiti posti dagli esperti, fornite dall'Agenzia delle entrate nel corso del Videoforum 2012.

È noto che la lettera c), del comma 1, dell'art. 4, dl n. 201/2011, convertito nella legge n. 214/2011 ha inserito all'interno del testo unico delle imposte dirette, di cui al dpr n. 917/1986, l'art. 16-bis, mettendo a regime la detrazione del 36% sulle ristrutturazioni edilizie, a partire dal 1° gennaio scorso.

Numerosi i quesiti posti alle Entrate sul tema, su cui spicca quella inerente al trasferimento del bonus in capo all'acquirente dell'unità immobiliare; in effetti, la locuzione inserita al comma 8, del nuovo articolo dispone che, in caso di vendita dell'unità immobiliare, «_ la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi d'imposta, salvo diverso accordo tra le parti, all'acquirente persona fisica _».

Pertanto, il tenore letterale delle nuove disposizioni, che facevano riferimento alla vendita e all'acquirente, sembrava escludere tutti quei trasferimenti diversi dalla compravendita, come la donazione o la permuta.

Sul punto, l'Agenzia delle entrate ha fornito un indirizzo evolutivo partendo dalle indicazioni rilevabili dalla relazione illustrativa del medesimo decreto che, confermando gli ambiti di applicazione del bonus, soggettivo e oggettivo, di cui all'art. 1, legge n. 449/1997, ha confermato in toto le indicazioni ministeriali già fornite con i precedenti documenti di prassi.

Di conseguenza, con particolare riferimento agli atti di trasferimento a titolo «non» oneroso, le Entrate hanno richiamato una datata circolare ministeriale (Ministero delle finanze, circolare 24/02/1998 n. 57) confermando che, con l'espressione «vendita», si devono intendere tutte quelle ipotesi di trasferimento dell'unità abitativa, con cui «_ si realizza una cessione dell'immobile, anche a titolo gratuito _»; di conseguenza, in presenza di un atto di donazione, le parti potranno stabilire che la detrazione rimanga in capo al donante.

Sulla medesima falsariga la «permuta», per effetto dell'estensione dell'applicazione delle norme stabilite per la vendita, per quanto compatibili, come stabilito dall'art. 1555 del codice civile.

Inoltre, altra precisazione opportuna, le Entrate confermano che, sulla base delle modifiche intervenute alle disposizioni che identificano i beneficiari del bonus, dal 17/09/2011, data di entrata in vigore della legge n. 148/2011 che è intervenuta ulteriormente sull'agevolazione in commento, in caso di vendita dell'unità immobiliare, sulla quale il contribuente ha eseguito ristrutturazioni agevolabili, è possibile mantenere la quota residua di detrazione in capo al venditore, ma «_ in presenza di un espresso accordo delle parti nell'atto di vendita _»; al contrario, è confermato l'automatismo mediante il quale la detrazione è trasferita in capo all'acquirente.

Con riferimento al trasferimento del bonus del 36%, l'Agenzia delle entrate conferma quanto a suo tempo già precisato (risoluzione n. 77/E/2009) ovvero che, in caso di cessione pro-quota dell'unità immobiliare, il trasferimento è possibile ma solo se, per effetto del consolidamento del diritto di proprietà, l'acquirente diventa il proprietario esclusivo; è il caso, indicato anche dall'Agenzia, del comproprietario del 50% che acquista l'ulteriore 50%.

Nella risoluzione del 2009, infatti, le Entrate avevano precisato che «_ la residua detrazione Irpef spettante in materia di ristrutturazioni del patrimonio edilizio, si trasmette alla parte acquirente non solo in ipotesi di cessione dell'intero immobile, ma altresì qualora, per effetto della cessione pro-quota, la parte acquirente diventa proprietaria esclusiva dell'immobile, parimenti verificandosi, in tale ultima ipotesi, i presupposti richiesti dalla riportata disposizione normativa _».

Infine, ai fini del riconoscimento della detrazione, l'Agenzia ha confermato la validità dei contenuti del provvedimento direttoriale dello scorso 2 novembre, con il quale s'impone al contribuente la conservazione ed esibizione delle ricevute di versamento dell'imposta comunale (Ici), confermando che dette ricevute potranno essere controllate in presenza di soggetto debitore e fruitore della detrazione del 36% coincidenti.

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