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Detassate le garanzie per le obbligazioni

La detassazione delle garanzie rilasciate a servizio di operazioni di finanziamento strutturate (disposta dal decreto legge n. 145/2013) è applicabile anche alle operazioni di breve termine e a prescindere dalla natura del soggetto che sottoscriva le obbligazioni. Il soggetto passivo dell’imposta sostitutiva è l’intermediario finanziario incaricato delle attività di promozione e collocamento delle operazioni in questione; nel caso in cui non intervengano intermediari di questo tipo, il soggetto passivo diviene la società emittente i titoli per i quali l’opzione è stata esercitata.
È quanto viene osservato in una circolare Assonime (n. 17/2014), che tratta questi temi nell’ambito di una più vasta illustrazione della materia della nuova opzione per l’imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio e a lungo termine, introdotta dal Dl n. 145/2013, convertito in legge n. 9/2014.
L’articolo 12 del decreto legge in questione ha infatti ampliato l’ambito di applicazione del regime sostitutivo dei contratti di finanziamento, estendendolo alle operazioni di finanziamento strutturate, quali le emissioni di obbligazioni e titoli similari alle obbligazioni (come le cambiali finanziarie e le obbligazioni partecipative e subordinate); si tratta di una misura che si inserisce nel solco delle norme dirette a incentivare il reperimento di risorse finanziarie mediante il ricorso a strumenti di debito che sopperiscano alle ridotte disponibilità di canali di finanziamento bancari.
L’effetto sostitutivo disposto dalla nuova normativa riguarda le imposte indirette che gravano in via generale sulle garanzie relative a tali operazioni e, inoltre, sulle loro eventuali surroghe, sostituzioni, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni anche parziali, comprese le cessioni di credito stipulate in relazione alle stesse, nonché ai trasferimenti di garanzie anche conseguenti alla cessione delle predette obbligazioni, nonché alla modificazione o estinzione di tali operazioni.
La convenienza ad esercitare l’opzione può, quindi, sussistere nei casi in cui il finanziamento sia assistito da una garanzia che sconterebbe, in assenza di sostituzione, un’imposta proporzionale; ad esempio, quando sia iscritta ipoteca per la quale sarebbe dovuta l’imposta ipotecaria nella misura del 2 per cento.
Per quanto riguarda il presupposto del tributo, la legge dispone che l’opzione per l’applicazione dell’imposta sostitutiva è esercitata nella deliberazione di emissione o in analogo provvedimento autorizzativo. Tuttavia, la deliberazione dell’emissione, con l’opzione per il regime sostitutivo, non realizza di per sè l’obbligo di applicare l’imposta sostitutiva, in quanto il momento impositivo deve essere individuato nella collocazione delle obbligazioni o dei titoli similari emessi: collocazione che potrebbe aver luogo per un ammontare inferiore a quello complessivo dell’emissione o, addirittura, non aver luogo del tutto. In assenza di tale elemento, infatti, il finanziamento non viene erogato.
Questa conclusione trova conferma nella disposizione secondo cui per l’applicazione dell’imposta sostitutiva relativa ai finanziamenti strutturati il contribuente è tenuto a presentare una dichiarazione la quale deve riportare l’ammontare delle obbligazioni collocate: tale dichiarazione deve essere presentata con cadenza semestrale (entro tre mesi dalla scadenza del primo semestre e dalla chiusura dell’esercizio) e deve contenere l’indicazione delle operazioni effettuate in ciascun semestre.

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