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Detassata la produttività 2014

Via libera alla detassazione della retribuzione di produttività. Per l’anno 2014 la possibilità di pagare le tasse in misura ridotta (Irpef all’aliquota del 10%) si applica, tra l’altro, alle voci di retribuzione che prevedano misure di flessibilità dell’orario di lavoro, delle ferie, dell’impiego di nuove tecnologie e di adattamento delle mansioni. A stabilirlo è il dpcm 19 febbraio 2014 pubblicato sulla G.U. n. 98 di ieri, che autorizza l’agevolazione ai lavoratori che nell’anno 2013 hanno avuto un reddito non superiore a 40 mila euro e nel limite massimo di 3.000 euro lordi di paga (500 euro in più rispetto all’anno scorso, quando il limite è stato di 2.500 euro).

Detassazione 2014. La «detassazione», che fa coppia con la «decontribuzione», è una speciale agevolazione prevista per l’incremento della produttività del lavoro ed è stata prorogata per gli anni 2013 e 2014 dalla legge n. 228/2012 (legge di Stabilità 2013). Il dpcm pubblicato in G.U. dà attuazione per il corrente anno stabilendo che trova applicazione con esclusivo riferimento al settore privato e per i titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore, nell’anno 2013, a euro 40 mila al lordo delle eventuali somme assoggettate nello stesso anno 2013 alla speciale detassazione. Il bonus fiscale è dunque riconosciuto ai lavoratori dipendenti e consiste nell’applicazione di un regime fiscale agevolato che prevede la tassazione delle voci di retribuzione agevolabili (voci, cioè, di retribuzione di produttività), fino a un importo massimo di 3.000 euro, non con l’Irpef ma con imposta sostitutiva del 10%.

Produttività fa rima con flessibilità. Due le condizioni di praticabilità della detassazione: 1) la presenza di quote di «retribuzione di produttività»; 2) l’erogazione di tali quote di retribuzione in esecuzione di accordi aziendali o territoriali. Quanto al primo aspetto sono previste due vie per definire la retribuzione di produttività: la prima via è quella tradizionale che comprende tutte le voci retributive erogate con espresso riferimento a indicatori quantitativi di produttività, redditività, qualità, efficienza, innovazione; la seconda comprende le voci retributive erogate in conseguenza dell’attivazione di «almeno una misura in almeno tre aree d’intervento» delle quattro previste: flessibilità orario, flessibilità delle ferie, flessibilità dell’impiego di nuove tecnologie al fine di renderle compatibili con la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori (per esempio il loro controllo), flessibilità delle mansioni mediante la possibilità di adottare criteri di «equivalenza» anche funzionali a processi di innovazione tecnologica.

I contratti. La seconda condizione implica che l’erogazione delle retribuzioni di produttività scaturisca da accordi aziendali e territoriali. Si ricorda che tali contratti devono essere depositati presso la direzione territoriale del lavoro competente per territorio entro 30 giorni dalla sottoscrizione, con allegata un’autodichiarazione di conformità alla disciplina.

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