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Derivati-truffa, 17 mln sequestrati alla Bnl


Oltre 17 milioni di euro sono stati sequestrati alla Bnl, dalla sezione Gico della Guardia di finanza per una presunta truffa nei confronti dei Comuni di Messina e Taormina con strumenti di finanza derivata. Ad emettere il provvedimento è stato il gip Maria Vermiglio. L'ipotesi investigativa è «truffa aggravata» già contestata lo scorso anno a diversi funzionari della Bnl nel periodo 2002-2007. La somma «congelata» in questa fase dal GIP, in attesa della conclusione del procedimento, quale presunto illecito profitto per la Bnl in danno delle due amministrazioni locali peloritane, è rappresentata da quei costi occultati ai Comuni per un importo complessivo di euro 17.068.589,39. Il quadro probatorio – secondo l'accusa – lascia emergere un forte squilibrio informativo esistente tra le parti protagoniste della sottoscrizione dei contratti: all'elevato tecnicismo della materia (patrimonio dei soli funzionari della Bnl), si contrappone la conoscenza pressoché nulla della stessa da parte degli amministratori comunali, non supportata da informazioni adeguate sui prodotti finanziari proposti dall'istituto di credito per il tramite dei propri funzionari; ed ecco quindi, in questo senso, il «raggiro» con qualificati «artifizi». L'utilizzo di strumenti derivatidoveva essere improntato alla riduzione del costo finale dei debiti accesi «a tasso fisso» ed alla riduzione dell'esposizione ai rischi del mercato. Non solo, ma la rimodulazione dei contratti, ove conveniente, e prospettata come necessaria dai funzionari della Bnl, ha aggiunto alle perdite già sostenute dai comuni, dovute alla volubilità dei tassi d'interesse, ulteriori costi e commissioni impliciti non manifestati. Di contro, secondo gli inquirenti, le «proposte di contratti di finanza derivata erano sinonimo di vantaggi economici immediati e risparmi futuri certi a spregio di eventuali rischi futuri ed occultamento dei costi e commissioni». Un «provvedimento infondato e basato su una serie di fraintendimenti normativi e concettuali che saranno chiariti nelle sedi giudiziarie competenti», commenta in una nota Bnl la quale, «nel confermare la correttezza dell'operato dei propri dipendenti», annuncia che «impugnerà il provvedimento con richiesta di riesame al Tribunale di Messina». Bnl, che «fin dall'avvio delle indagini – prosegue la nota – ha collaborato con la massima trasparenza con gli inquirenti e fornito copiosa documentazione e consulenze tecniche, atte a dimostrare l'assoluta correttezza della propria operatività, confida – conclude la nota – nell'esito positivo dell'intera vicenda processuale».

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