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Derivati, tregua di un anno e mezzo tra Gran Bretagna e Unione europea

In un contesto incertissimo per quanto riguarda le trattative tra Bruxelles e Londra su un futuro accordo di partenariato, la Commissione europea ha annunciato ieri di voler concedere un periodo di equivalenza di 18 mesi nel settore del clearing, ossia la compensazione in campo finanziario. La misura permetterà alle istituzioni bancarie di continuare a usare temporaneamente la piazza londinese anche quando il Regno Unito sarà uscito dal mercato unico.

«Le camere di compensazione (note anche con l’acronimo inglese CCP) svolgono un ruolo sistemico nel nostro sistema finanziario» ha spiegato in un comunicato pubblicato ieri qui a Bruxelles il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. «Stiamo adottando questa decisione per proteggere la nostra stabilità finanziaria, che è una delle nostre priorità fondamentali. Questa decisione limitata nel tempo ha una logica molto concreta».

Due le ragioni che spiegano la concessione temporanea di una nuova equivalenza: permettere alle imprese europee di ridurre la loro esposizione nei confronti delle camere di compensazione situate in Gran Bretagna, e al tempo stesso consentire alle CCP presenti nell’Unione europea di svilupparsi per poter prendere eventualmente il posto delle istituzioni inglesi. Come detto, le aziende bancarie e le piattaforme finanziarie hanno tempo 18 mesi a partire dal 1° gennaio 2021.

La data, naturalmente, non è stata scelta a caso. Bruxelles e Londra stanno negoziando un difficile accordo di partenariato. Dal 1° gennaio dell’anno prossimo, la Gran Bretagna uscirà dal mercato unico e dall’unione doganale, salvo clamorose e inaspettate sorprese da parte britannica (finora il governo conservatore del premier Boris Johnson ha respinto categoricamente l’idea di rimanere parte delle strutture fondanti dell’Unione europea).

La presa di posizione della Commissione europea era stata preannunciata in luglio (si veda Il Sole/24 Ore del 10 luglio). L’obiettivo dell’equivalenza è di evitare instabilità finanziaria, al momento dell’uscita del Regno Unito dal mercato unico (il paese non è più membro dell’Unione dal 31 gennaio). L’esecutivo comunitario, che ha individuato 28 settori di equivalenza in campo finanziario, ha ricordato che le decisioni di equivalenza possono essere revocate unilateralmente in qualsiasi momento.

Nel frattempo, riprenderanno la settimana prossima le trattative tra Bruxelles e Londra su un accordo di partenariato. I nodi sul tavolo restano almeno due: la pesca e gli aiuti di Stato. Londra vorrebbe continuare a godere del mercato unico ma senza seguirne le regole, in particolare quelle che vietano i sussidi pubblici. Pur di ottenere i suoi obiettivi, è pronta a vietare l’accesso delle imbarcazioni comunitarie alle acque territoriali britanniche, come invece chiesto dai Ventisette.

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