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Derivati, sentenza storica a Milano condannate per truffa 4 banche estere

Per il Comune di Milano lasciare un vecchio mutuo da 1,6 miliardi e sottoscriverne uno nuovo è stato, per dirla con un banalissimo luogo comune, passare dalla padella alla brace. Le banche avrebbero persuaso Palazzo Marino, guidato ai tempi dalle giunte Albertini-Moratti, a cambiare operazione nascondendo l’esistenza di condizioni che andavano a peggiorare la situazione debitoria del Comune anziché migliorarla. Nessuna delle quattro banche, Deutsche Bank, Jp Morgan, Ubs e Depfa avrebbero evidenziato al consiglio comunale i costi per la chiusura di un derivato aperto con Unicredit legato al mutuo precedente e i compensi “occulti” che si sarebbero riservate aprendo i nuovi contratti derivati.
In virtù della legge 231 che impone alle società la responsabilità per l’operato dei propri dipendenti, il giudice monocratico Oscar Magi ha disposto la confisca «del profitto dei reati», un totale di 89,4 milioni (circa 24 milioni a testa per Depfa, Deutsche e Jp Morgan, 16,5 per Ubs), e ha imposto la sanzione di un milione di euro per ogni banca. Una somma cospicua che si aggiunge ai 450 milioni di euro che le banche hanno già versato al Comune nell’ambito di una transazione civile.
«L’Italia è stata terra di scorribande per le banche», ha detto il procuratore aggiunto Alfredo Robledo commentando la sentenza che ha definito «storica perché è
stato riconosciuto il principio fondamentale che ci deve essere trasparenza da parte delle banche nel contrattare con la pubblica amministrazione». «In Inghilterra ha aggiunto i magistrati – i derivati con la pubblica amministrazione sono stati proibiti». Alla domanda poi se c’è stata una carenza di attenzione da parte dei pubblici poteri, ha risposto che questa sentenza dimostra che «la magistratura ha fatto la sua parte».
Le banche dal canto loro hanno difeso l’operato dei propri dipendenti e faranno ricorso. Sono stati condannati Marco Santarcangelo e William Francis Marrone, entrambi di Depfa, rispettivamente a 8 mesi e a 6 mesi, i dipendenti di Jp Morgan, Antonia Creanza e Fulvio Molvetti, rispettivamente a 8 mesi e a 6 mesi, quelli di Ubs, Gaetano Bassolino figlio dell’ex governatore della Campania a 7 mesi, Matteo Stassano a 6 mesi e Alessandro Foti a 6 mesi e i dipendenti di Deutsche Bank Tommaso Zibordi a 7 mesi e Carlo Arosio a 6 mesi. Non potranno contrattare con la pubblica amministrazione per un anno. Quattro, invece, le assoluzioni: Simone Rondelli e Francesco Rossi Ferrini di Jp Morgan, l’allora direttore generale del Comune di Milano, Giorgio Porta, e il consulente di Palazzo Marino, Mario Mauri. Il giudice ha trasmesso gli atti alla Procura «in relazione alla posizione di Angela Casiraghi», ex direttore centrale finanza del Comune «in ordine al reato di falsa testimonianza».

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