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«Derivati Milano, le banche si approfittarono del Comune»

Quella sentenza era attesa da tempo e non dà scampo agli istituti di credito protagonisti dello scandalo derivati del Comune di Milano.
«Le banche si sono approfittate del Comune nella vicenda derivati». È quanto scrive il giudice monocratico della quarta sezione penale del tribunale di Milano, Oscar Magi, nelle motivazioni della sentenza, che ha visto la condanna di nove dirigenti bancari e di quattro istituti di credito. «Il Comune di Milano, pur essendosi dichiarato in una precedente operazione “operatore qualificato”, non aveva, con tutta evidenza, una caratura finanziaria e commerciale tale da garantire la corrispondenza tra tale dichiarazione e la realtà: le banche, quindi, avrebbero dovuto rendersi conto di tale situazione e non approfittarsene», scrive il giudice.
Le 4 banche condannate
Per il tribunale di Milano, «gli istituti bancari (Deutsche Bank, Ubs, Depfa Bank e JP Morgan) che secondo le ipotesi accusatorie avrebbero avuto un guadagno illecito di quasi 100 milioni di euro, non hanno rispettato le norme e i principi della Fsa (la Consob inglese) previste a protezione dei clienti che non siano classificabili come controparti di mercato con uguale esperienza commerciale e finanziaria».
Nello specifico, per il giudice «sono state disattese le norme che prevedono una adeguata informazione al cliente anche in considerazione della esistenza (indubitabile) di un evidente conflitto di interessi tra le banche stesse identificate come “advisors” del cliente e, nello stesso tempo, controparti del medesimo».
In particolare, si legge ancora nelle motivazioni, «la normativa italiana che regola la materia degli intermediari finanziari non è stata rispettata sotto il profilo della adeguatezza informativa e del conflitto di interessi».
I costi occulti
Per il tribunale le banche «come consulenti del Comune avevano garantito non solo il corretto collocamento del bond, ma anche e soprattutto la convenienza economico finanziaria dell’operazione: è evidente che se tale convenienza veniva messa in dubbio dai costi dell’operazione di swap, come avvenuto, era loro obbligo informare il Comune di tale evenienza e, se del caso, impedirne la conclusione» e questo é «talmente evidente da rasentare l’ovvietà».
Gli istituti hanno coperto i dipendenti
Inoltre le banche condannate nel processo sulla presunta truffa aggravata attraverso i derivati ai danni del Comune di Milano, hanno coperto i loro dipendenti. Lo scrive ancora il giudice Oscar Magi nelle motivazioni della sentenza con la quale nel dicembre scorso quattro banche estere – Deutsche Bank, Depfa, Ubs e JP Morgan – sono state condannate a una sanzione pecuniaria di 1 milione di euro, oltre a una confisca complessiva di 87 milioni di euro, per avere violato la legge 231 del 2001 e per avere violato la stabilità amministrativa degli enti.
Il cattivo uso dei derivati
«Questo processo non é stato e non vuole essere un processo al sistema bancario nel suo complesso o agli strumenti derivati, ma solo al cattivo uso degli stessi in una circostanza storicamente determinata», così ancora scrive il giudice Magi nella sentenza depositata ieri e che chiude la vicenda dello scandalo milanese dei derivati.

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