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Derivati, il Piemonte trova l’accordo con Merrill Lynch

Accordo fatto tra la Regione Piemonte e Merrill Lynch sui contratti derivati siglati nel 2006. Ma insieme alla banca americana c’erano anche Biis (gruppo Intesa Sanpaolo) e Dexia: con loro la causa va avanti al Tar Piemonte, dove è in discussione l’annullamento in autotutela da parte della Regione delle delibere con cui l’ente – negli anni della giunta Bresso – aveva disposto la stipula dei contratti.
Proprio ieri, a Torino, si è tenuta l’ultima udienza in ordine di tempo: l’accordo con la banca americana era stato raggiunto poche ore prima, nella notte di mercoledì. In realtà, i dettagli dell’intesa verranno definiti solo nei prossimi giorni, quindi non sono ancora noti gli esatti benefici di cui godranno le casse, al momento semivuote, della Regione Piemonte, ma è probabile che si tratterà di alcune decine di milioni di euro. Perizie alla mano, l’accusa mossa dall’ente guidato da Roberto Cota alle banche, è quella di aver intascato commissioni implicite per 54 milioni e di aver fissato un tetto minimo (pari al 3,75%) al tasso d’interesse che di fatto ha impedito all’ente di beneficiare del quasi azzeramento dell’Euribor. Nel dettaglio, la Regione nel 2006 aveva emesso un prestito obbligazionario trentennale da 1,8 miliardi, su cui l’ente, insieme alle banche, ha costruito vari contratti derivati. I primi tre (tutti uguali stipulati con ognuna delle tre banche) hanno infatti messo un limite minimo del 3,75% e un tetto massimo del 6% al tasso d’interesse, un altro – uno swap di ammortamento – prevede che il Piemonte versi alle banche ogni sei mesi le rate che serviranno per rimborsare l’intero debito da 1,8 miliardi.
Tutto questo è rimasto in piedi finché a inizio gennaio la Regione ha annullato d’ufficio gli atti amministrativi con cui nel 2006 autorizzò la firma dei contratti, una decisione cui ha dato seguito a maggio, sospendendo il pagamento delle rate: di qui, la causa al Tar, la richiesta di rimborsi per 168 milioni e la prima vittoria, extragiudiziale, dell’ente, assistito dall0 studio Iaquinta di Milano: «Siamo soddisfatti, perché è una prima, importante conferma del nostro operato», dice l’assessore al Bilancio, Giovanna Quaglia, a Il Sole 24 Ore. «L’accordo con Merrill Lynch è di buon auspicio anche in vista della pronuncia dei giudici, comunque noi restiamo aperti a trattare anche con le altre banche».
Già, ma come si muoveranno Intesa e Dexia? Per quest’ultima, al momento i problemi sono altri (si veda l’articolo nella pagina accanto), mentre per Ca’ de Sass la questione è più delicata. Nella relazione semestrale di agosto, la banca ha scritto che «il rischio di soccombenza nel giudizio al Tar Piemonte può essere considerato remoto», e proprio per questo non ha predisposto nessun accantonamento cautelativo, tuttavia fonti vicine a Intesa fanno intendere che la disponibilità al dialogo resta. Anche se, si rileva, per la banca prima resta ancora da chiarire la giuridizione competente, che potrebbe essere quella inglese.

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