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Derivati e manipolazione: due indagini a Roma

La verifica dell’andamento del mercato – oscillazioni dei titoli e del valore degli altri strumenti finanziari – per riscontrare se c’è stato il reato di manipolazione. Ma anche l’esame dei profili di ipotesi di danno erariale connessi al contratto tra il Tesoro e Morgan Stanley, con la clausola di scioglimento anticipato del contratto derivato che ha consentito alla banca d’affari di incassare 2,5 miliardi di euro tra dicembre 2011 e gennaio 2012.
Sulla vicenda sono ormai due i fronti inquirenti romani: quello penale, curato dal procuratore aggiunto Nello Rossi (si veda IlSole24Ore di ieri). E l’attività d’indagine già cominciata un anno fa dalla procura del Lazio della Corte dei conti. Quest’ultima – che, tra l’altro, ha termini di prescrizione di gran lunga più ampi rispetto al penale – per ora resta un’attività inquirente generica: non ci sono stati ancora «avvisi a dedurre», l’equivalente di un avviso di garanzia che presuppone l’iscrizione dell’interessato nel registro degli indagati. L’apertura ora di un fascicolo da parte dei colleghi di piazzale Clodio è probabile che riesca ad aggiornare e soprattutto ad accelerare l’azione della magistratura contabile . È altrettanto probabile che a breve ci sia uno scambio di fascicoli tra gli uffici giudiziari, come da prassi consolidate ormai negli anni. Sull’esito finale delle azioni inquirenti è difficile per ora scommettere: certo, se l’indagine penale resta minacciosa ma complessa negli accertamenti quella contabile – in presenza dei dovuti riscontri – potrebbe essere persino più incisiva. Del resto se l’incasso della banca d’affari con lo scioglimento anticipato del contratto è stato di 2,5 miliardi, le quantificazioni di danno erariale potrebbero essere di somme altrettanto notevoli.
L’inchiesta guidata da Nello Rossi si concentra sulla clausola di scioglimento anticipato, definita «unica nel suo genere» dagli investigatori e perciò oggetto principale del focus della procura, che finora in questo fascicolo non ha nessun iscritto nel registro degli indagati. Non si può neanche escludere, tuttavia, che entrambi i fascicoli giudiziari si concludano con l’archiviazione.

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