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Derivati, anche per l’Ue il clearing spetta alla Bce

La Commissione europea ha annunciato ieri di avere dato la sua opinione favorevole a una richiesta della Banca centrale europea di meglio sorvegliare le camere di compensazioni dedicate agli strumenti finanziari (le clearing houses, in inglese), in particolare per quanto riguarda le controparti centrali. L’esecutivo comunitario considera positivamente l’iniziativa dell’istituto monetario di chiedere chiarezza di competenza in questo particolare campo.
La decisione – annunciata ieri a Strasburgo dal vice presidente della Commissione Jyrki Katainen a margine della sessione del Parlamento europeo – riguarda l’articolo 22 dello statuto della BCE. L’emendamento richiesto, secondo l’istituto monetario, deve servire a fare in modo che «i sistemi di compensazione degli strumenti finanziari siano sotto la sua competenza regolamentare». Il vice presidente Katainen ha aggiunto che una volta adottato l’emendamento darà «certezza legale».
Nella sua opinione non vincolante, la Commissione richiede inoltre limitati aggiustamenti alla proposta della BCE in modo da garantire coerenza con i poteri regolamentari del Parlamento europeo, del Consiglio, e della Commissione, sempre nel delicato campo delle camere di compensazione. Attualmente, l’articolo 22 dello statuto dice: «La BCE e le banche centrali nazionali possono accordare facilitazioni, e la BCE può stabilire regolamenti, al fine di assicurare sistemi di compensazione e di pagamento efficienti e affidabili all’interno della Comunità e nei rapporti con i paesi terzi».
Nella proposta dell’istituto monetario si legge invece: «La BCE e le banche centrali nazionali possono accordare facilitazioni, e la BCE può stabilire regolamenti, al fine di assicurare sistemi di compensazione e di pagamento e sistemi di compensazione per strumenti finanziari efficienti e affidabili all’interno dell’Unione e nei rapporti con i paesi terzi». In buona sostanza, è stato specificato il compito della banca centrale nei sistemi di compensazione per strumenti finanziari (in corsivo nel testo qui sopra).
La richiesta della BCE – che deve ora essere approvata dal Parlamento e dal Consiglio – giunge mentre Bruxelles ha presentato in giugno un progetto legislativo che deve consentire alle autorità comunitarie di meglio controllare nei paesi terzi le operazioni di compensazione delle contrattazioni in euro (si veda Il Sole/24 Ore del 14 giugno scorso). L’obiettivo è di evitare nuovi rischi alla stabilità finanziaria legati alla prossima uscita della Gran Bretagna dall’Unione. Attualmente, infatti, le operazioni di clearing in euro hanno luogo soprattutto a Londra.

Beda Romano

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