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Deposito brevetti a costi ridotti

Dal 18 maggio 2015 è possibile trasmettere online, direttamente al ministero dello sviluppo economico (http://www.uibm.gov.it/), le domande di brevetto, marchio e disegno industriale. La nuova modalità di deposito telematico, attiva sul sito del MiSe, consente di effettuare la compilazione guidata, assistita e controllata dei moduli online, di provvedere alla quantificazione e al pagamento delle tasse dovute tramite modello F24 e interagire rapidamente con l’amministrazione. La nuova modalità di pagamento dei diritti e delle tasse sui titoli della proprietà industriale tramite modello F24 è frutto della collaborazione tra la direzione generale per la lotta alla contraffazione-ufficio italiano brevetti e marchi e l’Agenzia delle entrate. Il nuovo servizio messo a disposizione dal ministero dello sviluppo economico comporta per l’utenza sia un risparmio in termini di costi sia il miglioramento delle informazioni e quindi la possibilità di avere un aggiornamento della banca dati sui titoli della proprietà industriale. Con decreto firmato del ministero dello sviluppo economico del 24/02/2015 sono stati spostati i termini del nuovo deposito telematico al 18 maggio.

Nuova modalità di versamento all’Agenzia delle entrate. Con la risoluzione n. 11/E del 29 gennaio 2015, l’Agenzia delle entrate battezza i codici tributo per effettuare i versamenti, tramite il modello F24 «versamenti con elementi identificativi» o «F24 enti pubblici», dei diritti relativi ai titoli di proprietà industriale e le tasse sulle concessioni governative sui marchi, connessi alla nuova modalità di deposito telematico. Il tutto, in linea con quanto disposto dal provvedimento del 20 novembre 2014 del direttore delle entrate di concerto con il direttore generale per la lotta alla contraffazione – ufficio italiano brevetti e marchi del ministero dello sviluppo economico. Per consentire il versamento, esclusivamente tramite il modello «F24 Versamenti con elementi identificativi», dei diritti relativi ai titoli di proprietà industriale e delle tasse sui marchi, si istituiscono i seguenti codici tributo:

  • «C300» denominato «Brevetti e Disegni – Deposito, Annualità. Diritti di opposizione. Altri tributi»;
  • «C301» denominato «Annualità Convalida Brevetto Europeo»;
  • «C302» denominato «Marchio – Primo Deposito, Rinnovo».

Incentivi per la registrazione dei brevetti. Il ministero dello sviluppo economico–direzione generale per la lotta alla contraffazione, ufficio Italiano brevetti e marchi ha promosso un articolato programma di azioni e strumenti a supporto dello sviluppo e della competitività del sistema imprenditoriale – pacchetto innovazione – in linea con le traiettorie di sviluppo tracciate dall’unione Europea. Invitalia, per conto del MiSe, sostiene lo sviluppo della strategia nazionale in tema di proprietà industriale e brevettuale, attraverso agevolazioni finanziarie per incrementare il numero delle domande di brevetto, tutelare la proprietà industriale, favorire la valorizzazione economica dei brevetti delle micro, piccole e medie imprese, favorendo lo sviluppo di una strategia della loro capacità competitiva. Il programma «brevetti+» si articola in due linee di intervento:

  • premi per la brevettazione, per incrementare il numero di domande di brevetto nazionale e l’estensione di brevetti nazionali all’estero;
  • incentivi per la valorizzazione economica dei brevetti, per potenziare la capacità competitiva delle imprese attraverso la valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

Protezione marchio. La protezione di un marchio può essere ottenuta anche solo attraverso l’uso. Tuttavia, è consigliabile registrare il marchio presso l’ufficio Italiano brevetti e marchi, in seno allo stesso Mise, in quanto, così facendo, si ottiene una maggiore protezione, soprattutto in caso di contestazioni o conflitti con altri soggetti. Un marchio registrato attribuisce diritti esclusivi che consentono di impedire l’uso non autorizzato, da parte di altre imprese, dello stesso marchio o di un marchio simile. Non registrando il marchio si rischia di compromettere gli investimenti fatti per promuovere la vendita di un prodotto/servizio, in quanto un’impresa concorrente potrebbe adottare un marchio simile, confondendo i consumatori che potrebbero dirigersi verso i suoi prodotti/servizi invece che verso quelli del fornitore originario. Il che, oltre a far diminuire i profitti di quest’ultima impresa, rischia di danneggiarne sia la reputazione che l’immagine, soprattutto se il prodotto del concorrente è di qualità inferiore.

Un marchio scelto e costruito con cura ha comunque, di per sé, un valore commerciale. La proprietà industriale del marchio non ricopre infatti solo una funzione difensiva, ma può essere monetizzata, cioè trasformata secondo un approccio business oriented. In tale ottica, il marchio costituisce un capitale e può essere oggetto di operazioni di sfruttamento commerciale tramite la concessione di licenze, di contratti d’esclusiva, mediante il merchandising e la sponsorizzazione. Può inoltre essere utilizzato per accedere a nuove fonti di finanziamento, quali strumenti finanziari tradizionali (mutui, leasing ecc.) o soluzioni strutturate studiate specificatamente per le esigenze dell’impresa (per esempio, cartolarizzazioni dei contratti di licenza.

Opposizione alla registrazione. Una volta registrato il proprio marchio, è necessario vigilare che nessuno lo usi o lo imiti per prodotti / servizi identici o simili senza autorizzazione. Per contrastare eventuali imitazioni o contraffazioni, la prima forma di tutela è il ricorso alla procedura di opposizione nei confronti della registrazione di un marchio identico o simile da parte di altri soggetti.

La procedura è stata attivata dal luglio 2011, a seguito della pubblicazione del dm 11 maggio 2011. In base a essa, per quello che riguarda le domande di marchio nazionali depositate in Italia, i titolari di diritti anteriori in conflitto con terzi depositari di un brand analogo possono opporsi alla nuova registrazione agendo in via amministrativa.

Questo sistema rappresenta una valida ed efficace alternativa al procedimento giudiziale ordinario, con costi e tempi nettamente inferiori (anche se è sempre possibile richiedere la nullità di un marchio attraverso il citato procedimento giudiziario).

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