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Depositi online con orario lungo

Il processo civile telematico estende gli orari per depositare gli atti. Infatti, l’invio digitale è tempestivo se la ricevuta di consegna (ossia il documento che attesta che la busta è stata consegnata nella casella di posta dell’ufficio giudiziario destinatario) è generata dal sistema «entro la fine del giorno di scadenza» o, se la scadenza coincide con un sabato o con un giorno festivo, entro la fine del primo giorno successivo non festivo; questo salvo che si tratti di termini “a ritroso” che, se scadono di sabato o in un giorno festivo, comportano che il deposito debba avvenire entro l’ultimo giorno non festivo precedente.
Sono questi alcuni degli aspetti precisati dal decreto legge 90/2014 (in vigore dal 25 giugno, convertito nella legge 114/2014, in vigore dal 19 agosto) e dalla circolare del ministero della Giustizia del 27 giugno di cui gli operatori della giustizia devono tenere conto; soprattutto ora che, con l’avvicinarsi della fine del periodo feriale, il processo civile telematico entrerà nel vivo. L’obbligo di depositare gli atti e i documenti online è infatti partito il 30 giugno, ma si è trattato di un avvio parziale perché il Dl 90 ha stabilito che il passaggio alla telematica avvenga “per fasi”. Il 30 giugno è diventato obbligatorio, per gli avvocati, depositare online gli atti endoprocessuali (esclusi, quindi, gli atti introduttivi e di prima costituzione) per tutte le nuove cause civili davanti al tribunale ordinario, nonché, per i legali e i magistrati, rispettivamente, i ricorsi e i provvedimenti dei procedimenti per decreto ingiuntivo. Invece, per le cause civili già iniziate al 30 giugno, l’obbligo della telematica scatta il 31 dicembre. Infine, il digitale nelle Corti d’appello debutterà il 30 giugno 2015.
Il Dl 90, come modificato dalla legge di conversione, e la circolare del 27 giugno sono intervenuti a dirimere i dubbi e le differenti soluzioni interpretative proposte dai vari uffici giudiziari, i quali, nell’ambito dei protocolli locali sul processo civile telematico, generalmente stabilivano che fosse tempestivo solo il deposito eseguito entro le ore 14 del giorno di scadenza. Limite che il Dl ha ora fatto saltare. L’estensione vale per gli atti per cui il deposito telematico è obbligatorio e anche per quelli per cui il passaggio al digitale è, al momento, facoltativo, come, ad esempio, gli atti introduttivi.
Resta da risolvere un problema intertemporale, perché l’atto depositato non è automaticamente visibile dalla controparte. Occorre invece che la cancelleria accetti “manualmente” l’atto: solo allora il file viene caricato sul fascicolo telematico. Il Dl 90 permette di ridurre l’orario di apertura al pubblico delle cancellerie (fino a quattro ore al giorno) per aumentare il tempo dedicato all’accettazione degli atti telematici e, quindi, assicurare che l’atto sia visibile alla controparte subito dopo il suo deposito. Si tratta di un aspetto particolarmente importante nel caso di termini processuali con scadenze successive. Per esempio, nel caso delle note di replica, che scadono entro il 20° giorno successivo alla scadenza della comparsa conclusionale, se il cancelliere accettasse la comparsa di una delle parti solo due giorni dopo il suo deposito, il legale della parte avversaria disporrebbe, per redigere la replica, di 18 anziché di 20 giorni, con conseguente lesione del diritto di difesa. La questione è centrale ma la circolare si limita a ritenere «consigliabile» che l’accettazione del deposito sia eseguita «entro il giorno successivo a quello di ricezione». Il meccanismo andrebbe però rafforzato, prevedendo l’automaticità dell’inserimento nel fascicolo digitale dell’atto o del documento depositati in via telematica.
Non solo orari di deposito. Il Dl 90 e la circolare del 27 giugno hanno fornito una serie di altri chiarimenti. Intervenendo sulle disposizioni del Codice di procedura civile, è stato previsto, intanto, che il verbale di udienza debba essere sottoscritto solo dal cancelliere. Si tratta di una novità introdotta per rendere completamente telematico il verbale. Dato che la consolle del magistrato non consente di recepire la sottoscrizione delle persone intervenute all’udienza e diverse dal magistrato, è stato eliminato l’obbligo della loro sottoscrizione.
Resta invece confermato, come ha chiarito la circolare del 27 giugno, l’obbligo di sottoscrizione (delle parti, del giudice e del cancelliere) del verbale contenente «la convenzione conclusa tra le parti per effetto della conciliazione davanti al giudice». L’eccezione si spiega per il particolare valore del verbale di conciliazione (è titolo esecutivo) e per l’inoppugnabilità delle rinunce e transazioni che esso può contenere, ad esempio (in base all’articolo 2113, ultimo comma, del Codice civile) in relazione a diritti del lavoratore derivanti da disposizioni inderogabili della legge o dei contratti o accordi collettivi. È necessario, quindi, che la paternità dell’atto sia certa.
Attenzione però: il processo civile telematico non fa sparire del tutto la carta. La cancelleria infatti deve continuare a formare e custodire i fascicoli cartacei anche per le cause iniziate dopo il 30 giugno, dato che il deposito telematico non è obbligatorio per gli atti di prima costituzione in giudizio. Inoltre, il deposito telematico non è obbligatorio per tutti. Non coinvolge, tra l’altro, come chiarisce la circolare del 27 giugno, le parti non costituite a mezzo di difensore, alle quali sono assimilate le pubbliche amministrazioni che si avvalgono di dipendenti per stare in giudizio personalmente.

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