Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Depositi Iva, benefici vincolati

Per applicare le disposizioni che agevolano le transazioni effettuate mediante l’utilizzo dei depositi Iva, è necessario che i beni siano introdotti fisicamente nel deposito; fa eccezione solo l’ipotesi dei beni oggetto di lavorazioni, che possono essere eseguite all’esterno senza obbligo di introduzione. Questa una delle più interessanti precisazioni contenute nella circolare n. 12/E del 24 marzo 2015, con la quale l’Agenzia delle entrate illustra i depositi Iva previsti dall’art. 50-bis del dl n. 331/93, affrontandone per la prima volta in modo organico l’intera disciplina.

Dopo avere analizzato i profili oggettivi e soggettivi dell’istituto, la circolare propone la seguente suddivisione delle operazioni effettuabili senza pagamento dell’Iva ai sensi del comma 4 dell’art. 50-bis citato:

– operazioni che presuppongono una contestuale introduzione fisica dei beni nei depositi, e precisamente gli acquisti intraUe di beni eseguiti mediante introduzione nel deposito, le operazioni di immissione in libera pratica di beni extraUe destinati ad essere introdotti nel deposito, le cessioni di beni, nei confronti di soggetti identificati in altro paese Ue, eseguite mediante introduzione nel deposito, le cessioni dei particolari beni elencati nella tabella A-bis allegata al dl 331/93 eseguite mediante introduzione nel deposito effettuate nei confronti di soggetti diversi dagli operatori di altri paesi Ue;

– operazioni eseguite su beni che già si trovano nei depositi, quali le cessioni di beni custoditi in un deposito, le cessioni intraUe di beni estratti da un deposito con spedizione in un altro paese Ue (salvo che si tratti di cessioni soggette a imposta in Italia), le cessioni di beni estratti da un deposito con trasporto o spedizione fuori dell’Ue, le prestazioni di servizi, comprese le operazioni di perfezionamento e le manipolazioni usuali, relative a beni custoditi in un deposito, anche se materialmente eseguite non nel deposito stesso ma in locali limitrofi (in tal caso, purché di durata non superiore a 60 giorni), il trasferimento dei beni in altro deposito.

Prestazioni di servizi su beni custoditi nel deposito Iva. In merito alla previsione della lettera h) del comma 4, che agevola tutte le prestazioni di servizi rese su beni custoditi nel deposito Iva, la circolare fornisce importanti puntualizzazioni. In primo luogo, chiarisce che esulano dalla previsione le prestazioni di trasporto per l’introduzione dei beni nei depositi o per la loro estrazione, in quanto tali servizi sono resi su beni che non si trovano nel deposito, salvo il caso in cui il trasposto sia accessorio ad operazioni agevolate. Osserva, poi, che la disposizione in esame ha formato oggetto di interpretazione a opera dell’art. 16, comma 5-bis, del dl n. 185/2008, secondo cui l’agevolazione si applica alle prestazioni relative a beni custoditi in un deposito, anche se materialmente eseguite non nel deposito stesso, ma nei locali limitrofi (con il suddetto limite di durata); è stato inoltre stabilito che le prestazioni in esame, relative a beni consegnati al depositario, costituiscono a ogni effetto introduzione nel deposito, senza tempi minimi di giacenza né obbligo di scarico dal mezzo di trasporto. Successivamente la disposizione è stata integrata con l’art. 34, comma 44, del dl n. 179/2012, il quale ha precisato che l’introduzione si intende realizzata anche negli spazi limitrofi al deposito, senza che sia necessaria la preventiva introduzione della merce nel deposito, considerandosi assolte le funzioni di stoccaggio e di custodia, nonché le condizioni che disciplinano il contratto di deposito.

A tale ultimo proposito, l’Agenzia rileva che le norme integrative riguardano solo la fattispecie della lettera h) in esame, ossia le prestazioni di servizi effettuate su beni in regime di deposito, mentre non hanno introdotto un principio generale secondo cui i beni possono considerarsi in regime di deposito a prescindere dalla loro materiale introduzione. Resta pertanto fermo l’obbligo di introdurre materialmente in deposito i beni che non devono subire lavorazioni, sicché le suddette norme non si estendono alle altre operazioni previste dal comma 4 dell’art. 50-bis. Se ne desume, quindi, che, al di fuori di tale ipotesi, l’Agenzia ritiene illegittima l’applicazione delle disposizioni dell’art. 50-bis alle operazioni effettuate senza l’introduzione fisica dei beni nel deposito, fatti naturalmente salvi i principi enunciati dalla corte di giustizia Ue nella sentenza del 17 luglio 2014 a proposito dell’assolvimento dell’Iva con l’inversione contabile, anziché in dogana, in relazione all’immissione in libera pratica di beni non introdotti nel deposito.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il Consiglio di Telecom Italia dà mandato all’ad Luigi Gubitosi di presentare insieme a Cdp, Sog...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mediobanca compra un premio su l mercato per contare di più in Generali, salire virtualmente al 17...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mediobanca rompe gli indugi e sostiene la propria linea su Generali rafforzando temporaneamente la ...

Oggi sulla stampa