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Depositi garantiti fino a 100 mila. Ma cambia la sostanza

La soglia di garanzia a 100 mila euro resta valida in tutta l’Unione europea. Quello che può variare non è l’importo in sé, quanto la nozione di deposito oggetto della copertura. A proposito, infatti, non rientrano nelle attività passibili di tutela depositi italiani né, ad esempio, i fondi rimborsabili al portatore, né i depositi delle compagnie di assicurazione. L’Italia è dunque tra coloro che opera una selezione più stringente in termini di depositi che concorrono alla formazione dell’ammontare oggetto di garanzia, tutelando per lo più quelle giacenze contraddistinte da disponibilità liquide a breve termine. La discussione sulla soglia di garanzia dei depositi emerge in concomitanza con l’entrata in vigore (1° gennaio 2016) della direttiva 59/2014/Eu relativa al bail in, che ridefinisce l’iter di risanamento delle crisi bancarie, includendo in esso, dopo azionisti e obbligazionisti, i conti corrente senza garanzia. La direttiva 49/2014/Eu sui sistemi di garanzia depositi, inclusa anch’essa nella legge di Delegazione europea approvata definitivamente alla Camera giovedì 20 luglio, non ha rispettato il limite del recepimento previsto per il 3 luglio 2015; tali disposizioni legislative dovranno quindi entrare in vigore posticipatamente entro il 31 maggio 2016. Il Fondo interbancario di tutela (Fitd), dal canto suo, modificherà il proprio controllo sulle disponibilità a sostegno delle coperture bancarie, affiancando al regime attuale, che prevede l’accantonamento contrattuale ex post delle somme che ogni banca deve versare in relazione ai depositi che vanta, un versamento (ex ante) che permetterà di costituire una riserva effettivamente disponibile in caso di crisi bancaria. Questa disporrà entro il 2024 di un ammontare pari all’1% dei depositi totali sotto i 100 mila euro, con una quota tra lo 0,4 e lo 0,8% negli anni non a regime.

Mentre dunque rimane inderogabile la protezione dei correntisti europei aventi depositi inferiori ai 100 mila euro cumulati per istituto bancario (equivalenti alle 85 mila sterline per la Gran Bretagna), ciò che risulta variabile è la valutazione delle tipologie degli strumenti passibili di garanzia, disciplina non unificata su scala europea. L’Italia è risultata essere una delle nazioni che garantisce il minor numero di strumenti, con una percentuale dei depositi coperti da garanzia poco superiore al 41%. Tale garanzia, come detto, è circoscritta alla nozione specifica di deposito bancario e varia a seconda del sistema finanziario di riferimento che, in Italia, esclude ad esempio certificati di deposito non garantiti, fondi rimborsabili al portatore, pagherò cambiari e operazioni in titoli, nonché depositi dei fondi pensioni, di compagnie assicurative e imprese. Tra le nazioni che seguono l’Italia per minor livello di coperture vi sono Gran Bretagna e Belgio, mentre Germania, Francia e Spagna sono tra quelle che fanno rientrate sotto garanzia il maggior numero di categorie (circa il 75% del totale). C’è da precisare che l’Italia, più di ogni altra, ha interesse nella tutela dei depositi: dai dati del 2014 è infatti emerso come sul totale dei 749 miliardi di depositi «eligible», ovvero passibili di copertura, 508 miliardi sono risultati essere quelli rimborsabili (sotto la soglia dei 100 mila), pari al 67,8% del totale. Sono invece ammontate a 2 miliardi (circa lo 0,4% delle attività coperte) le risorse a disposizione del Fitd. Il termine di rimborso dei depositi, che è ora fissato entro 20 giorni, dovrà raggiungere a regime i 7 giorni lavorativi, accelerazione possibile grazie anche alla logica di finanziamento ex ante del fondo interbancario.

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