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Depenalizzazioni ammorbidite

Perdonato il reato tenue, ma non quello crudele o commesso approfittando di persone particolarmente deboli. In ogni caso nessun salvagente per chi ha provocato lesioni gravissime o la morte. Sono le modifiche più importanti approvate nel testo definitivo del decreto legislativo sulla non punibilità dei fatti tenui e occasionali, attuativo della legge delega numero 67 del 2014.

In sostanza si tratta di una depenalizzazione per moltissimi reati.

La versione definitiva, approvata ieri dal Consiglio dei ministri, corregge un po’ il tiro e dà anche qualche chance in più alla vittima che, per avere il risarcimento del danno deve, però, iniziare una causa civile a parte. Ma in quest’ultimo giudizio si comincia dal riconoscimento della colpa di chi, comunque, sarà non punibile con sanzioni penali.

ESCLUSIONI

Il reato non può essere di particolare tenuità quando il colpevole ha agito per motivi abietti o futili o con crudeltà o con sevizie. Inoltre i benefici di legge sono esclusi quando il reo ha approfittato della debolezza della vittima o ha causato la morte o lesioni gravissime.

Nella versione definitiva del decreto legislativo messo a punto dai tecnici del Guardasigilli Andrea Orlando si interviene anche sulla nozione di abitualità.

Il reato è abituale (e, quindi, non si ha diritto al beneficio) se l’autore è stato dichiarato delinquente abituale, professionale o delinquente per tendenza.

Stessa esclusione scatta per chi ha commesso più reati della stessa indole, anche se ciascun fatto, isolatamente considerato, sia di particolare tenuità e anche nel caso in cui si tratta di reati che hanno ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate.

RESPONSABILITÀ CIVILE

Viene rimodulata l’efficacia della sentenza penale di proscioglimento per particolare tenuità del fatto nel successivo giudizio civile.

In particolare, se il proscioglimento interviene a seguito di dibattimento (e, quindi, dopo una approfondita istruttoria) chi ottiene il beneficio, poi, nel separato giudizio civile, non può mettere in discussione di avere commesso il fatto e quindi chi chiede il risarcimento del danno ha il compito facilitato.

Se, invece, il proscioglimento per particolare tenuità interviene in un giudizio abbreviato, la parte civile che non ha accettato il rito non sarà vincolata al giudicato penale.

DEPENALIZZAZIONE DI FATTO

Il decreto legislativo introduce una depenalizzazione in concreto e trasversale Il provvedimento dà semaforo verde alla non punibilità dei reati che provocano un’offesa di particolare tenuità, quando, contemporaneamente, il comportamento del reo risulta non essere abituale.

La norma riguarda tutti i reati puniti con pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni o con la pena pecuniaria, sola o congiunta alla pena detentiva.

Le relazioni di accompagnamento al decreto e, in particolare, l’analisi dell’impatto della regolamentazione evidenzia l’ambito di applicazione.

La novità riguarderà tutte le contravvenzioni e molti delitti. Tra questi vengono ricordati la violenza privata, la violenza o minaccia per costringere a commettere un reato, la minaccia aggravata, alcuni delitti contro l’inviolabilità del domicilio e numerosi reati contro il patrimonio (dal furto semplice, al danneggiamento, dalla truffa all’appropriazione indebita).

Ma l’elenco comprende anche le percosse, lesione personale non aggravata, la rissa, l’omissione di soccorso, alcuni false attestazioni, il maltrattamento di animali, la violazione degli obblighi di assistenza familiare, le intercettazioni informatiche, la rivelazione di segreto professionale, eccetera.

Per ottenere il beneficio bisognerà, però, valutare insieme sia la tenuità dell’offesa sia la non abitualità della condotta.

Il procedimento penale dovrà preferibilmente essere chiuso già con una richiesta di archiviazione del pubblico ministero.

PERSONA OFFESA

La persona offesa ha il diritto di essere informata, se lo ha chiesto, e di opporsi. E potrà iniziare una causa civile per ottenere il risarcimento dei danni, ma non è detto che lo faccia considerato i costi della giustizia civile.

La non punibilità potrà essere dichiarata in ogni stato e grado del processo e se viene pronunciata prima dell’inizio del dibattimento dovrà essere sentita la persona offesa.

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