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Delta: «Pronti a collaborare con Alitalia in futuro»

Era il 18 ottobre dello scorso anno quando nel corso di una press conference ad Atlanta il Ceo di Delta Air Lines, Ed Bastian alla domanda del «Sole 24 Ore» se il nome della compagnia americana risultava in una delle sette buste inviate ai commissari, in modo secco rispose «No». Nessun commento ulteriore dall’algido manager americano se non che «Delta è sempre stato un alleato leale di Alitalia». Una frase sibillina che svelava l’intenzione di non volere chiudere la porta ad un partner con cui vettore collabora da ormai dieci anni insieme ad Air France-KLM.
In quel momento Delta non poteva sbilanciarsi alla luce della fase cruciale che stava attraversando dopo aver chiuso l’impegnativa fase di ristrutturazione che l’aveva portata fuori dal «Chapter 11». Il mercato del trasporto aereo era ancora sfavillante e cresceva a doppia cifra. Il vettore di Atlanta aveva appena investito 375 milioni di euro per il 10% di Air France-Klm e rilevato il 49% di Virgin Atlantic. Per Alitalia, dunque, non sembrava ventilarsi alcuna possibilità. Tuttavia i commissari lessero quelle dichiarazioni come un segnale di apertura e da quel momento avviarono un’operazione di avvicinamento serratissimo per convincere Delta ad essere della partita di Alitalia. I numerosi incontri tra Atlanta e New York tra i commissari e i manager del vettore americano hanno prodotto la svolta se ieri dal quartier generale di Atlanta, Delta dichiara di volere continuare «a esplorare modi per lavorare con Alitalia e mantenere la nostra partnership in futuro. Alitalia è un partner di vecchia data di Delta, che fa parte della nostra joint venture transatlantica con Air France KLM».Per Alitalia un legame indissolubile, anche se per ora nessuno parla di investimenti. Delta Air Lines ha una lunga storia di fusioni e acquisizioni. In questi giorni festeggia i 10 anni dal merger con Northwest Airlines, la prima delle tre mega fusioni del settore aeronautico americano a cui fecero seguito United e Continental nel 2010 e American con US Airways nel 2013. Sul valore del merger bastano due dati: Delta prima dell’acquisizione di Northwest nel 2008 perdeva 503 milioni di dollari. Lo scorso anno, invece, ha messo a segno utili per 5,3 miliardi di dollari e oggi è considerata la compagnia più profittevole al mondo. Ora la nuova sfida è l’accordo di joint venture in Blue Sky – dove Alitalia potrebbe entrare come «associate» – per i voli sul Nord Altantico, un accordo che oggi vale il 20% della capacità totale delle rotte transatlantiche di tutta l’industria dell’aviazione, fattura 10 miliardi di dollari l’anno e possiede un network attorno a sette hub, tre in Europa (Amsterdam, Parigi e Roma) e quattro negli Usa (Atlanta, Detroit, Minneapolis, New York-JFK).

Mara Monti

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