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«Delta guarda ad Alitalia e punta a crescere in Europa»

C’è posto anche per Alitalia nella joint venture tra l’americana Delta Air Lines, Air France-Klm, Virgin Atlantic e China Eastern firmata lo scorso luglio. «Stiamo discutendo con Alitalia per definire il suo ruolo nella joint venture». A dirlo è Corneel Koster, senior vice president Emea di Delta Air Lines, parlando con Il Sole 24 Ore in occasione della presentazione del nuovo Airbus 350. La compagnia di Atlanta ha appena investito 375 milioni di euro per acquisire il 10% di Air France-Klm e ottenere un posto nel consiglio di amministrazione. A sua volta alla compagnia francese andrà una quota del 31% di Virgin Atlantic e a China Eastern il 10% della compagnia francese. Un intreccio azionario dove all’appello manca solo Alitalia, partner commerciale dal 2010 e tra i vettori di SkyTeam.
Il nome della compagnia americana è circolato con insistenza nella lista dei potenziali soggetti interessati ad Alitalia, circostanza mai confermata al quartier generale di Atlanta. Ora che il governo italiano si è preso più tempo per decidere avendo allungato di sei mesi il prestito ponte, altre soluzione potrebbero essere esplorate nel caso in cui non si riuscisse a concludere la cessione in questo primo giro.
Resta da capire quale potrebbe essere il ruolo di Alitalia nella joint venture a quattro e se non rischia di porsi in conflitto nel caso in cui la compagnia dovesse essere ceduta anche solo in parte a Lufthansa, tutti aspetti su cui il manager preferisce non pronunciarsi: «Delta non commenta il procedimento in corso. Posso solo dire che continuiamo ad essere un partner leale di Alitalia nella joint venture transatlantica». E aggiunge: «L’Europa è un mercato importante per Delta dove con i nostri partner, compresa Alitalia, oggi copriamo un centinaio di voli giornalieri, circa un terzo dei 300 collegamenti offerti ogni giorno dal network». La novità è la collaborazione tra Air France-Klm e Virgin Atlantic che «rafforzerà la nostra presenza sui voli transatlantici in particolare sulla tratta Londra-Heathrow/New York-JFK la più affollata, ma anche la più redditizia».
Da Londra, passando per Parigi e Amsterdam: dai due hub europei, a partire dal prossimo anno il vettore americano aumenterà la sua presenza e aggiungerà nuovi voli da Lisbona: «Finora ci siamo concentrati sui collegamenti hub-to-hub per dare ai passeggeri più opportunità di scelta. A partire dal prossimo anno introdurremo anche in Europa collegamenti point-to-point come il volo Parigi-Indianapolis», ha aggiunto Koster. In Italia, Delta Air Lines ha voli giornalieri su New York da Milano e da Roma dove vola anche su Atlanta; con l’orario estivo si aggiungono i voli da Venezia per Atlanta e New York e da Roma per Detroit.
La joint venture, lanciata nel 2007 tra Delta e Air France dopo l’accordo di Open Sky siglato tra l’Unione Europea e gli Usa, negli anni ha visto crescere il numero dei partner e oggi rappresenta il 20% della capacità totale delle rotte transatlantiche di tutta l’industria dell’aviazione, fattura 10 miliardi di dollari l’anno e possiede un network strutturato attorno a sette hub principali, tre in Europa (Amsterdam, Parigi e Roma) e quattro negli Usa (Atlanta, Detroit, Minneapolis, New York-JFK).
Dal suo hub di Atlanta, Delta Air Lines reduce dalla fusione con Northwest Airlines dopo un processo di ristrutturazione passato dal Chapter 11, oggi conta 5.200 voli al giorno, 800 aeromobili, 80mila dipendenti. Nel 2016 ha fatturato 39,6 miliardi di dollari, con un utile lordo di 6,1 miliardi di dollari. Insieme ad American Airlines, United e Southern Airlines controllano l’80% del mercato americano. «La strategia vincente è allearsi – secondo il senior vice president – come nel caso della nostra recente JV con Korean Air per il mercato asiatico e con AeroMexico per il sud America. Solo alleandosi si riesce a crescere in tutto il mondo». Chi punta sul lungo raggio è avvisato.

Mara Monti

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