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«Se Delta entra in Alitalia lo fa per ristrutturarla»

«Se Delta entrerà in Alitalia lo farà per ristrutturare la compagnia. Delta è un “decision maker”». Willie Walsh, amministratore delegato di Iag, uno dei maggiori gruppi mondiali del trasporto aereo (la holding controlla British Airways, Iberia, Aer Lingus, Vueling e Level), ha parlato dei temi caldi dell’aviazione in quest’intervista al Sole 24 Ore, al termine dell’assemblea Iata.

Come vede Alitalia?

Più a lungo va avanti questa situazione di crisi e più Alitalia si ridimensiona. È un peccato perché l’Italia è un mercato fantastico, ma non sono stati capaci di ristrutturarla per renderla profittevole. Ho visto che easyJet si è ritirata, Delta è l’unica compagnia che ha evidenziato un interesse.

Cosa pensa del progetto di Delta insieme a Ferrovie dello Stato?

Non posso vedere Delta che investe in un’azienda che non sia profittevole. Se entra in un’altra compagnia Delta tende a prendere il controllo, basta vedere quello che ha fatto in Aeromexico e in Virgin Atlantic. Delta è piuttosto attiva.

Quindi cosa significherebbe per Alitalia?

Se Delta entrerà lo farà per ristrutturare la compagnia. Delta è un “decision maker”.

A voi Alitalia non interessa?

Non siamo interessati. L’Italia come mercato va bene per noi. Nel primo trimestre c’è stato un rallentamento del mercato in Italia… come anche in Francia, forse per la rivolta dei gilet gialli.

All’assemblea Iata si è parlato molto di sicurezza e del doppio incidente del Boeing 737 Max. Ha mai volato con questo aereo?

Una doppia tragedia in pochi mesi a un nuovo tipo di aereo pone grossi problemi. Non ho mai volato con il 737 Max. Ho fatto la prova di volo sul Max con il simulatore di Boeing a Gatwick, tre settimane fa. Facevo il pilota di 737 30 anni fa.

Che modello ha provato al simulatore?

Ho provato sia il Max originale sia quello con il software Mcas modificato dopo il secondo incidente. È stata una situazione interessante. Puntava il muso in basso in maniera molto evidente. Ma l’ho regolato, il pilota può intervenire per stabilizzare e governare l’aereo. Fino all’80% della potenza, che è un livello notevole, mi dà la sensazione di essere governabile.

Prenderebbe quest’aereo?

Credo che le modifiche e le indagini continueranno. Personalmente non avrei preoccupazione a volare con quest’aereo.

Il presidente di Emirates Tim Clark ritiene che il Max non tornerà in servizio prima della fine dell’anno. Lei che tempi prevede?

Non lo so. Forse potrebbe volare al più presto in settembre.

Ci sono dei 737 Max nelle compagnie del gruppo Iag?

No.

Prima dei due incidenti stavate trattando per un odine per questo jet?

No. La nostra flotta “narrow body” è prevalentemente di Airbus 320. Ne abbiamo 26. Stiamo considerando di sostituirli, i modelli che valutiamo sono l’Airbus 220 e l’Embraer E2.

Prima che Airbus decidesse di interrompere la produzione del superjumbo A380 si era parlato di un interesse di British Airways a comprarli. E adesso?

L’avevamo valutato, poi abbiamo ordinato i Boeing 777. Non escludiamo di prendere degli A380 di seconda mano. Ne abbiamo già 12, l’A380 va molto bene. Potremmo prenderne 6.

È probabile che lo prenderete?

Le possibilità sono più del 50 per cento.

Come vanno i conti di Iag?

Nel primo trimestre abbiamo annunciato un utile operativo di 135 milioni di euro, inferiore all’anno scorso, ma in linea con il consensus degli analisti. La nostra guidance per l’intero 2019 è di confermare sostanzialmente l’utile operativo dell’anno scorso, prevediamo circa 3,4 miliardi, sarebbe un po’ più dei 3,2 miliardi del 2018 perché c’è l’effetto positivo dell’applicazione del nuovo principio contabile Ifrs 16 sul leasing.

La Brexit è stata rimandata a fine ottobre. C’è un effetto su di voi?

Non abbiamo visto alcun impatto della Brexit sui conti del primo trimestre. Il piano attuale prevede l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue a fine ottobre. Chiaramente seguiamo la situazione.

Non siete più interessati a Norwegian Air?

Abbiamo rinunciato in gennaio e abbiamo venduto tutte le azioni che avevamo, circa il 5%, entro marzo.

Il consolidamento andrà avanti?

Guardiamo sempre alle opportunità. Abbiamo guardato a Thomas Cook ma non ci interessa. Credo che l’unico interessato sia Lufthansa.

Con Air Italy che rapporti avete?

In passato con Meridiana avevamo una collaborazione per la raccolta dei punti-premio per i passeggeri. Adesso non c’è nessuna collaborazione. Abbiamo in affitto da loro alcuni slot a Linate, non è una decisione recente, saranno 5-6 anni.

Qatar Airways ha il 49% di Air Italy ed è il principale socio di Iag, con il 20per cento. Che rapporti avete con Qatar?

È stato un buon investimento per loro, con risultati molto buoni. Sono azionisti ma non partecipano alla governance, non hanno alcun rappresentante nel board.

Gianni Dragoni

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