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Delrio: «Alitalia, cerchiamo qualcuno che la compri tutta»

Il governo non vuole lo «spezzatino» e sta cercando qualcuno che compri Alitalia tutta insieme. Intanto ieri si sono riuniti per la prima volta i tre commissari, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, che dovranno provare a risanare l’azienda e renderla appetibile sul mercato.

Secondo il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, «entro 15 giorni ci sarà un’apertura a manifestazione di interesse» da parte di eventuali acquirenti. Di certo «non vi è dubbio che l’idea di gestire la compagnia da Abu Dhabi (sede di Etihad, che detiene il 49% di azioni Alitalia) sia stato un grave errore». Comunque, a conti fatti, i 600 milioni di prestito ponte erogato dallo Stato per evitare di lasciare gli aerei a terra, hanno evitato guai peggiori perché un potenziale compratore potrebbe imporre tagli ancora più drastici di quelli chiesti dal precedente piano industriale. Questo «è uno dei rischi potenziali», ammette il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ai microfoni di Uno Mattina. Che contesta al management di non avere aumentato i voli sul lungo raggio e di avere «mantenuto un orizzonte sbagliato, molto italiano, pensando così di difendersi dalle low cost – precisa -. Ma noi non potevamo fare protezionismo».

Parole condivise da Calenda: i 600 milioni «sono un male necessario, inevitabile – fa notare – perché mettere gli aerei a terra dalla sera alla mattina costerebbe molto di più a contribuenti». Anche perché gli italiani dal 2008 a oggi a causa delle ripetute crisi dell’aviolinea «hanno già pagato 8 miliardi». A chi gli chiede un commento sul progetto di Matteo Renzi per rilanciare l’Alitalia, Calenda risponde dai microfoni di “Radio Anch’io”: «Qualunque idea è benvenuta, tanto più se arriva dal segretario del partito di maggioranza del governo: la cosa importante è che tenga conto che serve un’alleanza con una grande compagnia internazionale». Replicando nel question time alla Camera ai deputati Davide Crippa e Paolo Romano (entrambi M5S), Calenda dice che «i commissari adotteranno doverosamente ogni iniziativa eventualmente necessaria anche con riferimento allo specifico tema della responsabilità degli organi sociali».

Da Unicredit, una delle banche azioniste di Alitalia, è stato annunciato che uno dei tre commissari, Enrico Laghi, si è dimesso «con effetto immediato» dalla carica di componente del collegio sindacale della banca con una lettera spedita il 2 maggio al presidente Giuseppe Vita. A motivare la decisione «crescenti impegni professionali».Inoltre lo stesso Laghi, che è anche commissario straordinario dell’Ilva di Taranto, si è dimesso anche da Midco e Cai lo scorso 26 aprile.

Francesco Di Frischia

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