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Della Valle su Rcs Mediagroup: non vendo, sono pronto a crescere

Diego Della Valle è pronto a crescere in Rcs, il gruppo che pubblica il Corriere della Sera e sulla cui totalità del capitale l’editore Urbano Cairo ha annunciato lo scorso 8 aprile un’Ops, offerta pubblica di scambio.

«Noi siamo compratori e non venditori di azioni Rcs», ha chiarito l’imprenditore marchigiano, oggi socio con il 7,3% alle spalle della Giovanni Agnelli & C. (16,7%), l’accomandita della famiglia Agnelli-Elkann che sta dismettendo le quote e appena prima di Mediobanca (6,2%).

Il patron di Tod’s e Fiorentina ha lodato il consiglio presieduto da Maurizio Costa «eletto da tutti noi, sottolineo tutti». Il board, ha sostenuto Della Valle, «ha presentato un buon piano, realizzabile. Vedo che i primi risultati sono buoni, quindi mi sento di continuare a credere e appoggiare il lavoro che stanno facendo e mi augurerei, per fine anno, di vedere realizzato quanto proposto dall’amministratore delegato Laura Cioli». Quanto a presunti schieramenti nell’azionariato, «è solo folklore, non sto con nessun blocco». L ’obiettivo è quello di avere «un gruppo indipendente, con un consiglio che si occupi di ridare valore alle azioni e all’investimento che, nel nostro caso, credo sia il più cospicuo di tutti gli azionisti rimasti. Di fronte a una prospettiva come questa siamo prontissimi anche a crescere per tutto quello che serve» ha detto ancora Della Valle in margine all’assemblea di Tod’s che ha approvato il bilancio chiuso con ricavi per 1,037 miliardi e un utile netto consolidato di 92,1 milioni. I soci riuniti a Sant’Elpidio a Mare hanno approvato anche la distribuzione di un dividendo di 2 euro per azione.

Della Valle considera Cairo «un amico che ha fatto bene a provarci, è il suo mestiere». L’operazione messa a punto da l’editore di La7 affiancato da Imi (gruppo Intesa) e da Equita «non è ostile». Certo, ha osservato, «l’operazione poi deve riuscire e mi pare di capire che il valore non sia congruo. Ma a me non interessa, non devo vendere».

Ieri anche Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli (4,4%), è intervenuto sulla proposta di Cairo (a sua volta azionista con il 4,6%): «Io sto dalla parte di Rcs. Chi la gestisce oggi sta facendo bene. Cairo è un ottimo imprenditore, il prezzo e la struttura dell’offerta si possono e si debbono migliorare. Sta agli offerenti decidere».

Per Gian Maria Gros-Pietro, presidente del consiglio di gestione di Intesa e candidato alla presidenza del board unico della banca, «è importante che Rcs sia rimessa in condizione di funzionare correttamente, di crescere e di mantenere il ruolo che ha nell’informazione italiana». Anche per questo «non si sono mai interrotti», i colloqui tra le banche creditrici e il gruppo editoriale che oggi riunisce il consiglio per i preliminari del primo trimestre.

Paola Pica

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