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Della Valle attacca Fiat:“Improvvisatori” Marchionne:“Non rompere più le scatole”

Arriva il Marchionne da battaglia. Sbarbato (per la prima volta dopo nove mesi) attacca subito il suo ultimo avversario in ordine di tempo. «A Diego Della Valle bisognerebbe rispondere che con quel che lui spende in ricerca e sviluppo noi non ci facciamo nemmeno una parte di parafango. La smetta di rompere le scatole». Lo scontro va in scena all’Unione industriale di Torino dove il manager del Lingotto è ospite nonostante la scelta di abbandonare l’associazione degli imprenditori un anno fa. Marchionne ripete il punto di vista che ha illustrato in questi giorni al governo. Poi se la prende un po’ con tutti: con la Volkswagen (apostrofata in un improbabile piemontese), e con tutti i costruttori stranieri che potrebbero arrivare: «Cerchiamo di non ammirarli troppo. Augurarsi il loro arrivo mi sembra una grande pirlata». Naturalmente il manager di Torino parla perché provocato da Della Valle («Marchionne ed Elkann sono solo due chiacchieroni improvvisatori»), e dopo le nuove bordate il patron
della Tod’s replica: «Marchionne non deve rispondere a me ma ai suoi operai che sono in cassa integrazione».
Il Marchionne da battaglia non impallina solo l’imprenditore fiorentino. Ce n’è anche per il presidente di Consob, Giuseppe Vegas, che fino dallo scorso anno voleva vederci chiaro nelle promesse del piano Fabbrica Italia: «Tra aprile e ottobre 2011 Consob ci ha scritto 19 lettere per avere dettagli
sul piano Fabbrica Italia. Alla fine, esasperati, abbiamo ritirato la dicitura«. Ovvia le replica di Vegas: «Abbiamo fatto solo il nostro dovere». Dagli
strali dell’uomo di Torino non si salva nemmeno la segretaria della Cgil, Susanna Camusso che «parla molto di diritti e poco di doveri». In questo mondo in cui tutti attaccano la Fiat si salva solo Mario Monti. Che ieri ha ancora una volta sottolineato: «La Fiat non ci ha chiesto aiuti e se lo avesse fatto non li avremmo concessi».
Oggi Marchionne avrà modo di riproporre la sua ricostruzione dei fatti ad una assemblea
di capi Fiat improvvisamente organizzata alle 17 al Lingotto e probabilmente trasmessa in collegamento video almeno negli stabilimenti in cui si lavora. Un passaggio importante per motivare le truppe in un momento di obiettiva difficoltà. Una scelta simile a quella che compì Romiti nel 1997 quando lanciò il progetto della qualità totale.
Poche ore dopo il discorso del Lingotto, alle 19,30, i sindacati sono stati convocati a Roma dai ministri Passera e Fornero per affrontare i nodi della nuova strategia Fiat. Si parlerà probabilmente di nuove norme sulla produttività. Monti aveva detto sabato che la Fiat potrebbe essere il luogo per sperimentare nuove regole. Anche ieri Passera non ha voluto far mancare il suo punto di vista sulle vicende del Lingotto, dopo le polemiche che nei giorni scorsi lo avevano opposto a Marchionne: «Il governo non condivide la scelta della Fiat di ridurre gli investimenti in attesa di tempi migliori».

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