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Della Valle a sorpresa esce dal patto Mediobanca

di Sergio Bocconi

MILANO — Diego Della Valle esce dal patto di Mediobanca. L'imprenditore della Tod's, che ha lo 0,48% dell'istituto e un'opzione per salire a circa il 2%, ha dato disdetta dall'accordo parasociale pochi giorni fa, entro i termini stabiliti del 30 settembre.

La mossa non era attesa. L'industriale marchigiano ha spiegato ieri in una nota che la disdetta della sua finanziaria Dorint holding da Piazzetta Cuccia deriva «dalla volontà di non essere soggetti ai limiti di crescita ivi previsti. Mediobanca è un'ottima azienda e quindi si preferisce poter valutare senza restrizioni possibili futuri investimenti».

Della Valle ha del resto in più di un'occasione espresso fiducia nella banca e nel management e dichiarato la volontà di aumentare la partecipazione. Per esempio in marzo, quando era in pieno svolgimento la «battaglia» che ha portato Cesare Geronzi a lasciare la presidenza delle Generali, principale partecipazione di Mediobanca, l'imprenditore aveva sottolineato che, nel caso Vincent Bolloré, socio di Piazzetta Cuccia (in salita verso il 6%) e vicepresidente del Leone schierato allora con Geronzi, avesse deciso di «dismettere la quota» nella banca d'affari, «avrebbe trovato molti italiani disposti a rilevarla» subito. E aveva aggiunto, per non lasciare dubbi: «Me compreso».

L'uscita di Della Valle non appare dunque in relazione con le voci di una sua richiesta di entrare nel consiglio della banca d'affari al posto di Jonella Ligresti, voci che l'imprenditore aveva smentito sottolineando l'amicizia che lo lega alla figlia di Salvatore Ligresti e presidente di Fonsai.

In un certo senso la mossa in Piazzetta Cuccia è assimilabile a quanto sempre Della Valle ha dichiarato più volte in relazione al proprio investimento in Rcs MediaGroup, la società che pubblica il Corriere della Sera e di cui l'industriale marchigiano detiene il 5,4% vincolato nel patto. Il proprietario della Tod's vorrebbe aumentare anche di molto la partecipazione nella casa editrice e ha chiesto a questo scopo una modifica delle regole dell'accordo parasociale, che scade nel marzo 2014. In Mediobanca ha dunque colto l'occasione del rinnovo del patto, che scade a fine dicembre, per svincolare i titoli ed eventualmente fare acquisti sul mercato senza i limiti sui tetti (storicamente presenti per evitare i nodi delle partecipazioni incrociate) imposti dalle regole dell'accordo.

Con le uscite di Sal Oppenheim (1,7%), Commerzbank (1,7%), Santusa holding di Emilio Botin (1,8%), Della Valle (0,48%) e Ratti (0,2%), e con il «trasloco» nel perimetro vincolato dell'1,8% di Groupama oggi fuori patto, l'accordo parasociale di Mediobanca scende (da gennaio 2012) dal 44,4 al 40,88%. Intanto ieri sono state consegnate le liste per consiglio e collegio: Assogestioni candida dunque Francesco Giavazzi per il board e Natale Freddi per la presidenza dei sindaci, mentre le fondazioni indicano rispettivamente Fabio Roversi Monaco (Carisbo) e Candido Fois.

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