Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Prima della chiamata del terzo la mediazione va ritentata

Occorre tentare la mediazione prima di disporre la chiamata in causa della compagnia assicuratrice della struttura sanitaria. Il fatto che la parte danneggiata abbia già svolto la mediazione prima di avviare la causa non esclude infatti l’obbligo e la rinnovazione della mediazione deve coinvolgere tutte le parti del processo per garantire più elevate possibilità conciliative. Sono le conclusioni dell’ordinanza del 2 febbraio scorso del tribunale di Verona (giudice Vaccari) in un processo in materia di responsabilità medica per danni riportati da un neonato durante il parto.
Il giudizio è stato avviato prima del 1° aprile 2017, data di entrata in vigore della riforma della responsabilità sanitaria (legge 24/2017), ma è invece successiva alla stessa legge la chiamata in causa della compagnia di assicurazioni da parte della struttura sanitaria convenuta. Non si applica quindi – si legge nella pronuncia – la disciplina che prevede per l’interessato la possibilità di esperire alternativamente la consulenza tecnica preventiva o la mediazione, «con la conseguenza peraltro che una volta scelto questo tipo di Adr, è applicabile integralmente la relativa disciplina».
Il giudice dà atto del contrasto giurisprudenziale e dottrinale circa l’applicabilità della mediazione obbligatoria ai processi soggettivamente e oggettivamente complessi e, quindi, sul fatto che la mediazione sia condizione di procedibilità anche delle domande fatte valere nel corso del processo dal convenuto, dai terzi intervenienti volontari o su chiamata e dallo stesso attore. Secondo il Tribunale, l’obbligo si deve riferire non solo alle domande proposte dall’attore, ma anche alla chiamata del terzo fondata sul contratto assicurativo oggetto di controversia tra chiamato e chiamante.
Quindi, dopo che la struttura sanitaria chiamante ha affermato l’improcedibilità della domanda proposta contro la compagnia di assicurazioni chiamata, il tribunale chiarisce che occorre disporre la mediazione; a ciò non sono di ostacolo – scrive il giudice – l’impossibilità di un’azione diretta, in mancanza del decreto ministeriale attuativo dell’articolo 10, comma 5, legge 24/2017 (che nel caso esaminato non è stata proposta), né lo svolgimento della mediazione preventiva avviata dagli attori nei confronti dei convenuti e conclusa con esito negativo.
Pertanto, il giudice non si limita ad avviare le parti in mediazione, ma la dispone con la partecipazione di tutte le parti del processo e su tutte le domande proposte. E ciò per assicurare la finalità conciliativa propria della mediazione, traendo indiretta conferma normativa proprio dalla legge 24/2017 che, per la consulenza tecnica preventiva, individua quali parti necessarie del procedimento la struttura sanitaria, le assicurazioni e il medico.

Marco Marinaro

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Maximo Ibarra ha rassegnato le sue dimissioni da Sky Italia per diventare amministratore delegato e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non cede all’ottimismo il ministro dell’Economia Daniele Franco che punta l’indice sui due pun...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

In punta di diritto: la contrarietà a un giudicato nazionale, nel contesto del giudizio di ottemper...

Oggi sulla stampa