Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Delfin oltre il 10% di Mediobanca con prestiti di Unicredit e Intesa

La Delfin di Leonardo Del Vecchio comunica alla Consob di aver superato la soglia del 10% di Mediobanca, di non avere intenzioni ostili, di agire in autonomia «senza altri soci», e di essere pronta a incrementare la propria partecipazione a seconda delle opportunità di mercato.
La holding di uno degli imprenditori più ricchi d’Italia ha comprato un altro 0,2% circa del capitale, salendo così al 10,16% di Piazzetta Cuccia. E ha finanziato gli acquisti grazie a due prestiti erogati da Unicredit e Banca Intesa. Delfin agisce da sola, ma le due maggiori banche italiane sono pronte a fare affari con lei. Se è vero che difficilmente potrebbero fare altrimenti, è anche vero che Del Vecchio così facendo manda un segnale in Mediobanca e alle istituzioni: a chi nei mesi scorsi faceva notare che la sua Delfin è basata in Lussemburgo, e che Mediobanca è il primo azionista di un asset strategico per il Paese come le Generali, il patron di Luxottica fa sapere che le banche tricolori sono con lui. Non solo Unicredit, di cui Delfin è un socio storico, ma anche Intesa Sanpaolo. I rapporti tra Del Vecchio e l’ad di Carlo Messina si sarebbero recentemente rinsaldati: l’imprenditore si è rifiutato di fare il cavaliere bianco in aiuto di Ubi, e Intesa ha appena dato il suo pieno supporto all’immobiliare Covivio(controllata al 26% da Delfin) che gareggia per lo scalo ferroviario di Porta Romana a Milano.
Da qui al 19 ottobre, la data ultima per comprare azioni con cui votare all’assemblea del 28 per il rinnovo dei vertici di Mediobanca, Delfin salirà ancora. Non è detto che arrivi fino al 19,9%, così come è stato di recente autorizzato dalla Bce, anche se lo scorso anno Delfin ha rastrellato azioni a prezzi superiori rispetto agli attuali corsi di Borsa di Mediobanca (ieri -2,38% a 6,97 euro). Del Vecchio, inoltre, non avrebbe ancora deciso per quale lista votare fra le tre – una presentata dallo stesso cda, la seconda da Assogestioni e la terza dal fondo attivista Bluebell – che si presentano per il rinnovo del consiglio Mediobanca. L’unica cosa che pare scontata è che Delfin non sosterrà la lista del management proposta dall’ad Alberto Nagel, anche perché non è stata consultata per stilarla, come invece Mediobanca è solita fare in altre occasioni (ad esempio il rinnovo del cda di Generali), o nei confronti di altri azionisti di Piazzetta Cuccia che hanno quote inferiori a Del Vecchio.
Dunque c’è attesa per l’esito della votazione, che consentirà di capire quali sono i pesi degli schieramenti in gioco. Se la lista di Nagel non risultasse la più votata in assemblea, il segnale di sfiducia sarebbe significativo dato che il management di Piazzetta Cuccia ha dimostrato negli anni di saper creare valore per tutti i soci. Formalmente fonti vicine a Mediobanca e a Delfin ribadiscono che non c’è nessuna ostilità e che si auspica un dialogo costruttivo tra la banca e il suo primo azionista. Ma alle belle parole non seguono i fatti perché Del Vecchio non ha mai palesato le sue intenzioni su Mediobanca, né il management ha sondato qual’è la visione del suo primo azionista. E anche di recente ci sono stati dei mal di pancia sul controllo di Banca Generali: Mediobanca era e potrebbe essere in futuro interessata a rilevare la controllata di Generali, ma i soci privati del gruppo di Trieste, cioè proprio Del Vecchio (4,8%) e Francesco Caltagirone (5,25%), non paiono inclini a cederla a Piazzetta Cuccia ricevendo in parte in cambio titoli delle stesse Generali.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fumata quasi bianca. Positiva però non ancora abbastanza da far considerare chiusa la partita. Ieri...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La parola che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non voleva più nemmeno ascoltare, "lockd...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nell’ultimo giorno utile per lo scambio dei diritti relativi all’aumento di capitale, il titolo ...

Oggi sulla stampa