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Deleghe sindacali, ecco le regole

Per le nuove regole sulla rappresentanza si passa alla fase operativa. Scatta il primo adempimento per le imprese aderenti a Confindustria, ovvero l’invio all’Inps dei dati relativi alle deleghe sindacali, che saranno poi sommati ai voti ottenuti da ciascun sindacato nelle elezioni delle Rsu per conoscere il livello di rappresentatività di ogni sindacato e verificare se raggiunge quel 5% di soglia minima, necessaria per poter partecipare alla contrattazione nazionale di categoria.
L’Inps, con la circolare n.76 del 14 aprile (pubblicata sul suo sito), ha fornito le istruzioni operative alle imprese per la raccolta del dato degli iscritti tramite il modello Uniemens. Si tratta di un passaggio attuativo della Convenzione firmata lo scorso 16 marzo con Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, che hanno affidato all’istituto presieduto da Tito Boeri la raccolta, l’elaborazione e comunicazione del numero delle deleghe sindacali per ciascun ambito di applicazione dei contratti nazionali (del perimetro di Confindustria). Per poter misurare il dato associativo dei sindacati, il primo adempimento consiste nella preregistrazione da parte delle imprese appartenenti al sistema di Confindustria, che sono tenute all’invio dei dati relativi alle deleghe sindacali. Le imprese devono accedere all’applicazione disponibile sul “cassetto previdenziale azienda/gestione istanze online”, ed alla nuova funzionalità denominata “rappresentanza sindacale”. Conclusa la preregistrazione e ricevuto un codice autorizzativo, le imprese invieranno i dati delle deleghe sindacali relative a ciascun ambito di applicazione del contratto nazionale, a favore delle organizzazioni sindacali di categoria. Il numero delle deleghe verrà acquisito dall’Inps, che provvederà ad aggregare per ciascun contratto nazionale (ne ha catalogati 66), il dato relativi al numero di deleghe conferite a ciascun sindacato di categoria (sono 124 le sigle sindacali firmatarie del Testo unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014).
Tuttavia resta aperto il “nodo” del coinvolgimento del Cnel: ha il compito di raccogliere i dati relativi alle elezioni delle Rsu, e di ponderarli con quelli degli iscritti a ciascuna sigla (inviati dall’Inps). Ma complice la riforma costituzionale che prevede la sua abolizione, il Cnel da tempo non manda più segnali in proposito, e con il passare del tempo prende consistenza l’ipotesi di affidare anche questa parte attuativa all’Inps. «L’auspicio – commenta il direttore area lavoro e welfare di Confindustria, Pierangelo Albini – è quello di avere presto una prima ondata di dati, in tempo utile per la stagione di rinnovi contrattuali che abbiamo di fronte a noi». Per le sindacati e imprese è partito il conto alla rovescia per attuare le regole che si sono dati, anche perchè nel frattempo a Palazzo Chigi si sta ragionando su una legge sulla rappresentanza.

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