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Delega fiscale, Monti accelera

di Marco Mobili

Il Governo accelera e apre il cantiere del nuovo fisco. Se non lo farà direttamente oggi l'appuntamento è già fissato per il Consiglio dei ministri della prossima settimana. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente del Consiglio, Mario Monti, nel corso dell'audizione alla Camera sulle liberalizzazioni: «Mi avete chiesto della delega fiscale – ha detto ieri il premier in Parlamento – ce ne occuperemo nel Consiglio dei ministri, più improbabile quello di domani (oggi per chi legge n.d.r), più probabile quello della prossima settimana».
Comunque sia nel corso del Consiglio dei ministri di oggi ci potrebbe essere un primo giro di tavolo su quelli che saranno i principi cardine del nuovo fisco. Uno degli obiettivi resta lo spostamento del prelievo dalle imposte dirette a quelle indirette. Con il decreto di Natale qualche cosa in questo senso si è già "mosso" con le patrimoniali sui beni di lusso, sui beni all'estero, sui titoli, o con la reintroduzione del prelievo sulla casa e l'annunciato aumento di due punti percentuali delle aliquote Iva (dal 21 al 23% e dal 10 al 12%) fissato per il prossimo 1° ottobre. Aumenti, questi ultimi, che, seppur dettati dalla congiuntura economica e dalla necessità di riscrivere la cosiddetta clausola di salvaguardia che prevedeva il taglio lineare delle agevolazioni fiscali e assistenziali, ora devono però fare i conti con gli effetti sulla pressione fiscale e soprattutto con la recessione e il crollo dei consumi.
Nella nuova delega fiscale potrebbe allora trovare posto il cosiddetto "fondo taglia Irpef". Inizialmente inserito nel Dl sulle semplificazioni fiscali ora all'esame del Senato, era stato espunto dalla bozza di Dl e rinviato almeno fino a quando saranno realmente incassati i proventi della lotta all'evasione. Resta difficile ipotizzare un'indicazione certa del taglio delle aliquote Irpef come prevede la delega "Tremonti" all'esame della Camera con le tre aliquote 20, 30 e 40%. La strada già indicata con il fondo taglia Irpef per dipendenti, pensionati, autonomi e piccole imprese potrebbe essere quella di una riduzione "non struttturale" delle aliquote e un possibile incremento delle detrazioni con particolare riguardo per le famiglie numerose. D'altronde, come è stato già stimato su queste pagine, il solo ritocco dell'aliquota più bassa dell'Irpef, ad esempio dal 23 al 20%, potrebbe richiedere fino a 15 miliardi (cinque miliardi circa per ogni punto) e avrebbe peraltro un impatto su tutta la curva del prelievo, anche sui redditi più alti.
Oltre alla rimodulazione della spesa e all'operazione di spending review, altro principio cardine della delega sarà il riordino di agevolazioni e detrazioni fiscali. Lo stesso viceministro all'Economia, Vieri Ceriani a capo del gruppo di studio sull'erosione fiscale, ha mappato 720 voci. Da qui potrebbero essere recuperate risorse utili quantomeno per riequilibrare il prelievo, magari spostando il peso degli sconti sui redditi più bassi e su quelli che tutelano lavoro e famiglie.
Ci sarà poi l'equità fiscale. In questo senso sarà il prelievo sugli immobili a fornire un prezioso contributo. L'idea già annunciata dal Governo è quella di rivedere il meccanismo di calcolo delle imposte sugli immobili. Abitazioni e uffici, in futuro, potranno essere "misurati" in metri quadrati e non più con i "vani". E la rendita, base imponibile sui cui si dovranno pagare le imposte, dovrà tenere conto tanto del valore patrimoniale del bene quanto delle spese che il contribuente sostiene per la sua gestione e manutenzione.
Il fisco del futuro, inoltre, punterà alla certezza del diritto, a ben vedere una delle possibili armi per attrarre in Italia risparmiatori esteri. La necessità di un recupero della certezza dell'ordinamento tributario e del cosiddetto affidamento del contribuente è aumentata, negli ultimi anni, dall'introduzione, per via giurisprudenziale, del divieto di "abuso del diritto". Un conto è non dare tregua a chi elude il fisco con operazioni realizzate al solo fine di ottenere risparmi d'imposta, altra cosa è definire una volta per tutte i confini entro i quali l'operazione aziendale non comporta un aggiramento delle regole del prelievo.

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