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Delega fiscale, la chance della «stabilità»

Come l’altra grande riforma attesa, quella della legge elettorale, anche la delega fiscale potrebbe essere falciata dalla fine anticipata della legislatura. La delega fiscale, a forte rischio dopo l’uscita del Pdl dalla maggioranza, ha forse però ancora una piccola chance da giocare: agganciare il treno della legge di stabilità. Del resto, il segretario Angelino Alfano nell’incontro di venerdì scorso con Giorgio Napolitano al Quirinale è stato chiaro: il Pdl sarà «responsabile» sulla legge di stabilità, ma sul resto vuole «mani libere».
L’ipotesi di agganciare almeno una parte delle misure della delega fiscale all’ultimo “treno” di legislatura l’ha già valutata l’Ambiente facendo depositare tra i 1.500 emendamenti depositati venerdì in commissione Bilancio la parte della delega con cui si intende introdurre anche nel nostro ordinamento tributario nuove forme di fiscalità ambientale e la revisione delle accise sui prodotti energetici, il tutto nell’ambito della cosiddetta green economy. Un esempio che potrebbe essere seguito anche dal Tesoro, previo accordo con le forze politiche, per recuperare almeno altri parti della delega fiscale. Un Ddl che, pur non essendo una riforma copernicana per il fisco italiano, rappresenta un intervento di manutenzione in termini di equità, certezza delle regole e semplificazione. Non dispiacciono alle forze politiche le misure sulla codificazione dell’abuso del diritto, la figura che unifica la disciplina antielusiva introdotta dalla giurisprudenza, la rivisitazione delle sanzioni penali e il restyling in termini di semplificazione del prelievo sul reddito d’impresa.
La legge di stabilità, dunque, potrebbe essere davvero l’ultimo treno per dare una risposta concreta alle richieste di contribuenti e imprese. La vecchia Finanziaria è già stata approvata in prima lettura dalla Camera. E da domani la commissione Bilancio del Senato entrerà nel merito dell’esame degli emendamenti, per passare la palla – il 18 dicembre – al l’Aula di Palazzo Madama. Di qui, il provvedimento dovrebbe poi tornare alla Camera, in tempo per essere licenziato entro la fine dell’anno ed entrare in vigore il 1° gennaio.
I contorni degli interventi di modifica sono tutt’altro che definiti. In materia fiscale, comunque, quello più ateso è la riscrittura della Tobin tax made in Italy con un prelievo diversificato tra chi opera su mercati regolamentati e chi al contrario effettua le transazioni su mercati Otc. Non solo. Tra le ipotesi di modifica più gettonate e che hanno già otenuto l’assenso di massima del Tesoro anche la tassazione in misura fissa per i trasferimenti di trasferimenti azionari. Un gancio cui far trainare anche spicchi importanti della delega fiscale potrebbe anche esere l’istituzione anticipata al 2013 dell’atteso fondo taglia-tasse, destinato a ridurre la pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese.
L’idea di far confluire provvedimenti importanti di fine legislatura nella stabilità non è poi così lontana dalle intenzioni del Governo. Lo testimonia, per esempio, l’emendamento dei relatori all’ex Finanziaria, Paolo Tancredi (Pdl) e Giovani Legnini (Pd) che apre la strada al milleproroghe con le deroghe alle assunzioni per il comparto sicurezza e le università. O ancora il differimento dei termini per assicurare maggiore stabilità al sistema creditizio prevedendo, limitatamente ai contratti di garanzia in favore della Banca d’Italia stipulati entro il 31 dicembre 2012, una deroga ai requisiti di opponibilità della garanzia nei confronti del debitore e dei terzi.
A gonfiare la legge di stabilità, poi, potrebbero essere anche le misure del decreto legge salva-infrazioni, approvato appena giovedì scorso dal Consiglio dei ministri per cancellare quattro procedure di infrazione aperte dalla Ue contro l’Italia per mancato recepimento di direttive. Ma soprattuto per mettere al riparo l’Italia da nuove condanne dei giudici comunitari e dall’applicazione delle relative sanzioni. Tra le misure urgenti adottate anche il recepimento nel nostro ordinamneto tributario delle regole Ue sulla fatturazione Iva, con tempi di emissione più ampi e l’arrivo della fattura semplificata (si vedano i servizi in copertina di «Norme e tributi»).

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