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Del Vecchio: «Si realizza il mio sogno»

«Finalmente, dopo cinquant’anni d’attesa, due parti naturalmente complementari, montature e lenti, verranno progettate, realizzate e distribuite sotto lo stesso tetto».
È un Leonardo Del Vecchio soddisfatto e allegerito, quello che commenta l’unione celebrata ieri tra Luxottica e Essilor, operazione che dà vita ad un mega-gruppo da 50 miliardi di euro di capitalizzazione, oltre 15 miliardi di euro di ricavi aggregati, un Ebitda netto combinato di circa 3,5 miliardi, 140mila dipendenti. «Con questa operazione si concretizza il mio sogno di dare vita a un campione nel settore dell’ottica totalmente integrato ed eccellente in ogni sua parte», ha continuato Del Vecchio. Ed un campione, il gruppo che si è venuto a creare, lo sarà veramente, in grado di cambiare la dinamica dell’industria degli occhiali, un mercato da 90 miliardi di euro, in forte crescita – oltre il 2% fino al 2020 -, considerando che il 63% dei 7,3 miliardi di persone al mondo ha bisogno di lenti correttive ma solo 1,9 miliardi ha già acquistato occhiali. «Sapevamo da tempo che questa era la soluzione giusta – ha continuato il patron di Luxottica – ma solo ora sono maturate le condizioni che l’hanno resa possibile».
E, in effetti, Essilor e il gruppo bellunese avevano già valutato un accordo tre anni fa, quando Hubert Sagnières, presidente e Ceo di Essilor, aveva contattato Luxottica. Ma, all’epoca, le trattative non erano decollate a causa della “poca compatibilità” tra le due società. Essilor da allora si è sottoposta ad una ristrutturazione grazie alla quale ha aumentato il suo orientamento verso il consumatore, divenendo più adatta a fondersi con Luxottica. «Il matrimonio tra due aziende leader nei rispettivi settori – ha detto ancora Del Vecchio, che nella serata di domenica ha anticipato al premier Paolo Gentiloni l’operazione, ricevendo dal presidente del Consiglio apprezzamenti – porterà grandi vantaggi per il mercato, per i dipendenti e principalmente per tutti i nostri consumatori».
Ma l’operazione sarà soprattutto una “garanzia” alla continuità aziendale di Luxottica. Leonardo Del Vecchio, 81 anni, secondo Forbes il secondo uomo più ricco d’Italia e il 37° nel mondo con un patrimonio netto di 18,7 miliardi di dollari, che attraverso la quota che deterrà la holding di famiglia Delfin (tra il 30 e il 31%) sarà il maggiore azionista, assume il ruolo di presidente esecutivo e amministratore delegato del nuovo soggetto EssilorLuxottica, ma avrà i medesimi poteri da ad e presidente esecutivo anche Sagnières (che assume la carica di vice presidente e vice ad), più giovane di Del Vecchio di 20 anni. In questo modo il fondatore di Luxottica mantiene il controllo della sua impresa e risolve il problema della successione, che negli ultimi tre anni gli ha dato non poco filo da torcere, a causa delle dispute familiari e delle incomprensioni con gli ultimi quattro ad (Andrea Guerra, Enrico Cavatorta, Massimo Vian, Adil Khan), tanto che lo scorso gennaio aveva ripreso in mano l’azienda egli stesso assumendo tutte le deleghe e divenendo presidente esecutivo. Ora la “mossa” geniale di garantire la continuità e nel contempo andare sotto l’ombrello di un’azienda che può assicurare crescita e sopravvivenza. «Ancora una volta dimostriamo la capacità di guardare avanti – ha detto ieri Del Vecchio agli analisti -, oltre i confini consolidati». «La Luxottica di oggi, dopo le recenti riorganizzazioni e rifocalizazioni strategiche, è un’azienda forte in ogni mercato – ha rassicurato il patron – più semplice, efficiente e veloce nel prendere decisioni. Continueremo ad investire in Italia e in Francia, così come integreremo e potenziaremo assieme le nostre organizzazioni a livello internazionale».
Messaggio rivolto in particolare al territorio italiano e ai lavoratori, i quali hanno risposto positivamente: «Del Vecchio ha una grande attenzione agli stabilimenti italiani – ha dichiarato Nicola Brancher, segretario della Femca Cisl di Belluno-Treviso -. La fusione tra Luxottica e Essilor è positiva perché va a consolidare ulteriormente la leadership mondiale in un settore di crescita e assolutamente strategico per la provincia di Belluno».

Katy Mandurino

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