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Del Vecchio prepara il round decisivo della partita Mediobanca-Generali

La zampata su Mediobanca dell’altro ieri, che lo ha portato al 13,2% e a superare il patto di consultazione, ha riacceso i riflettori su Leonardo Del Vecchio. Con una strategia che lo ha visto in rari casi socio di minoranza e molto più spesso titolare di posizioni di spicco, mai come in questo momento, è diventato uno degli interlocutori chiave nella definizione di equilibri e governance dei principali gruppi finanziari e industriali del Paese. Mettendo in fila UniCredit, Mediobanca, Generali ed Essilor Luxottica, stiamo parlando di gruppi che in Borsa valgono più di 100 miliardi di euro. Questo tralasciando il patrimonio immobiliare concentrato in Covivio. Molte di queste partite sono in pieno svolgimento con esiti imprevedibili e il punto di caduta di ognuna di esse rischia di avere reazioni a catena sulle altre.

UniCredit, per tanti aspetti, ha rappresentato già in passato uno snodo cruciale nella strategia di Del Vecchio nel mondo finanziario. Socio della banca di Gae Aulenti con l’1,9%, ma forte di un rapporto privilegiato con Jean Pierre Mustier, il ceo in uscita, nelle ultime settimane il patron di Delfin ha giocato un ruolo chiave su nomine e strategia della banca. Andrea Orcel, futuro ceo di UniCredit, è sempre stato un candidato a lui gradito. Ma è evidente che il giudizio definitivo sul banchiere sarà misurato in base all’approccio che Orcel avrà sul tema delle aggregazioni e, nello specifico, sulla possibile combinazione con il Monte dei Paschi di Siena, un matrimonio sponsorizzato dal Governo ma su cui Del Vecchio ha già fatto trapelare pubblicamente il suo sostanziale “no”. Come ama ripetere ai suoi fedelissimi, la direttrice che deve muovere qualsiasi operazione che si rispetti, a suo giudizio, è la creazione di valore, che spesso non va a braccetto con la soluzione politica.

Un concetto che vale per Mps ma più in generale anche per le “grandi” partecipazioni presenti nel suo portafoglio, Mediobanca e Generali. L’ultimo ritocco del fondatore di Luxottica in Mediobanca risale all’altro ieri: Delfin, come detto, si è portata dal 12% al 13,2% scavalcando così anche il patto di consultazione di piazzetta Cuccia che raccoglie il 12,54%. A inizio ottobre l’industriale veneto ha ricevuto il via libera della Bce per salire fino al 19,9% della banca e in quella occasione aveva chiarito le proprie intenzioni, sottolineando il «carattere finanziario e di lungo termine» dell’investimento. A piccoli passi e in modo discreto c’è chi scommette che la scalata fino al 19,9% di Piazzetta Cuccia si completerà entro l’estate. Una data non casuale, perché nel mezzo è in piena evoluzione il futuro dell’assetto al vertice della prima partecipazione di Mediobanca, ovvero Generali, dove Delfin ha una quota diretta del 5%.

Philippe Donnet, entrato nell’orbita del Leone nel 2013 come ceo di Generali Italia, è stato nominato amministratore delegato di Trieste nel 2016 in sostituzione di Mario Greco. Il manager francese, che in precedenza ha lavorato per Axa, è stato confermato nel 2019 e rimarrà in carica almeno fino all’assemblea degli azionisti convocata per l’approvazione dei conti 2021. E’ chiaro però che i prossimi mesi saranno quelli cruciali in cui si giocherà la partita delle nomine ed evidentemente il futuro dello stesso Donnet.

Rispetto al passato, però, il libro soci della compagnia registra sostanziali cambiamenti, soprattutto per la doppia posizione del patron di Luxottica, socio delle Generali direttamente con il 5% ma anche attraverso Mediobanca che è il primo azionista di Trieste. Dopo la scalata di Delfin in Piazzetta Cuccia, sembra così venir a cadere la storica divisione tra soci privati e Mediobanca stessa nel capitale delle Generali. Negli ultimi anni, a suon di acquisti, il libro soci del gruppo assicurativo ha visto la costruzione di posizioni intorno al 5% di soci storici come lo stesso Del Vecchio, Francesco Gaetano Caltagirone (5,55%) ed Edizione (4%), a cui sommare anche il pacchetto dell’1,7% in capo al gruppo De Agostini. Quanto basta per superare il peso storico di Mediobanca, ferma al 13%. Il blocco dei soci privati, anche se non sempre allineato, in diverse occasioni ha fatto da contraltare proprio alla storica influenza della banca milanese. Ma il nuovo ruolo di Del Vecchio in Mediobanca riscrive improvvisamente gli equilibri.

Del Vecchio è parte dei soci privati ma è oggi anche il primo azionista di Piazzetta Cuccia. Con il risultato che l’influenza della banca milanese sembra destinata a salire dal 13% al 18% andando a sommare la quota indiretta del suo primo azionista, Del Vecchio appunto, mentre il fronte dei soci privati ne potrebbe uscire indebolito (o rafforzato a seconda di come la si legge). La partita dunque appare interessante, soprattutto per capire i nuovi equilibri in via di definizione.

Sono invece “certi” gli equilibri che, tra un mese, governeranno la creatura di cui Del Vecchio va più fiero: Essilor Luxottica. A marzo 2021 scade il cosiddetto periodo iniziale, ovvero il tempo massimo entro cui Delfin ha accettato con i patti paritetici siglati con i francesi di limitare la sua influenza e il peso del 31% nelle sue mani, che ne fa il primo azionista. Terminato questo “periodo iniziale” Delfin vedrà riconosciuto il suo peso effettivo, con il risultato che la pariteticità con il fronte transalpino verrà automaticamente a cadere. La governance sarà dunque espressione del primo azionista effettivo di Essilor Luxottica, ovvero Del Vecchio. E in quest’ottica l’11 marzo il cantiere si potrebbe già aprire: quel giorno è in calendario il cda per i conti, ma il board, secondo quanto si apprende, definirà la lista di candidati del consiglio che sarà presentata all’assemblea di maggio. Finora ha governato la regola che assegna 8 esponenti dell’anima francese e altrettanti di quella italiana. Pesi che ora vengono automaticamente a cadere, così come la ricerca di un nuovo Ceo per Essilor Luxottica, parte integrante del patto italo francese. Da qui l’impressione che le responsabilità affidate a Francesco Milleri, Ceo di EssilorLuxottica e braccio destro dell’imprenditore, diverranno sempre più importanti.

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