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Del Torchio certifica i tagli “Fuori da Alitalia in 2.200” il sindacato sulle barricate

La notizia dei 2.200 esuberi in Alitalia, arrivata due giorni fa con l’intervista a Repubblica del numero uno della compagnia Gabriele Del Torchio, è stata ieri confermata dall’amministratore delegato. E i sindacati hanno subito alzato le barricate in vista del doppio vertice che li attende nelle prossime ore: Cgil, Cisl, Uil e Ugl incontreranno oggi i ministri del Lavoro Giuliano Poletti e dei Trasporti Maurizio Lupi e giovedì avranno un faccia a faccia con lo stesso Del Torchio.

I numeri, in realtà, circolano da settimane ma arrivati a un passo dalla chiusura della trattativa ognuno prova a tirare la corda dalla propria parte per stringere a proprio favore il negoziato decisivo. Lo stesso ministro Poletti dice che «il dato sugli esuberi è noto da qualche tempo e proprio per questo occorre intervenire». Nel contempo il collega Lupi ha incontrato ieri il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, rassicurandoli sulla volontà di Etihad di rafforzare gli scali lombardi e non, come nei giorni scorsi sembrava emergere, di un loro svuotamento a favore del trasporto merci.
Del Torchio alla presentazione del rapporto Enac, ha confermato anche i tempi (“qualche settimana”) e i prossimi passi per giungere alla sigla dell’accordo con Etihad che dovrebbe chiudersi «entro poche settimane con un investimento di 560 milioni di euro». Ma il nodo esuberi ha tenuto banco e resta l’ostacolo oggi più difficile con cui la trattativa dovrà fare i conti nei prossimi giorni. «Occorrerà trovare delle opportune tutele sociali» ha aggiunto il manager. «Del Torchio si sbaglia di grosso nel merito e nel metodo », ha detto ieri Mauro Rossi della Filt Cgil, «mentre sono ancora in corso le interminabili trattative con le banche, l’ad dà inevitabili oltre duemila licenziamenti. Non è un modo corretto di agire». «C’è da rimanere basiti per i comportamenti e le leggerezze che si registrano in questi giorni sugli esuberi di Alitalia» aggiunge Giovanni Luciano, segretario generale della Fit-Cisl, «e poi perché 2.200? Come si arriva a questo numero?». E per Claudio Tarlazzi segretario generale Uil trasporti «non è corretto parlare di esuberi prima di aver illustrato e discusso con il sindacato del piano industriale del quale conosciamo poco o nulla. Soltanto dopo ci si potrà parlare di eventuale esuberi e sul come gestirli».
Il presidente dell’Enac, Vito Riggio, crede nella chiusura del negoziato tra i due vettori: «Siamo confidenti che questo accordo si realizzi. E ci auguriamo che Alitalia fatto l’accordo, possa riprendersi e operare come una grande compagnia, anche se non più di bandiera, restando tra i marchi di rilievo internazionale. Questo può farlo solo se ha capitale sufficiente».
Intanto il rapporto Enac presentato ieri, mostra una presenza sempre più massiccia della low cost nel nostro Paese. Alitalia resta il primo vettore anche se la compagnia perde 400 mila viaggiatori, mettendo a segno 23,9 milioni di passeggeri nel 2013 contro i 25,3 milioni dell’anno precedente. Nel contempo avanza — sia pur di poco — Ryanair, con circa 23 milioni di passeggeri contro i 22,7 milioni del 2012. Cresce invece in maniera netta Easyjet, che l’anno scorso ha registrato 12,4 milioni di passeggeri rispetto agli 11,5 milioni del 2012.
La tratta con il maggior numero di passeggeri sono la Roma- Catania con 787mila passeggeri e la Catania-Fiumicino 774mila passeggeri. Al terzo posto, con 719mila passeggeri, la Roma-Milano Linate, schiacciata dall’agguerrita concorrenza dell’alta velocità.
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