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Del Torchio al timone di Alitalia

Un mandato che pone subito il nuovo amministratore delegato di fronte a un obiettivo difficile, per i sindacati quasi irrealizzabile: il raggiungimento del pareggio operativo entro il 2013. Gabriele Del Torchio, da ieri nuovo amministratore delegato di Alitalia, in arrivo dalla Ducati, è consapevole della difficoltà della sfida, e infatti qualche giorno fa in un’intervista a Repubblica ha dichiarato che intende «dare un contributo a questa scalcinata nazione», considerato che «Alitalia è un’immagine fedele dei problemi del Paese ». La compagnia aerea ha chiuso il 2012 con una perdita operativa di 119 milioni di euro e un passivo di 280 milioni, più che quadruplicato rispetto al 2011. Le attese per la trimestrale sono negative. La liquidità a fine 2012 si era ridotta a circa 75 milioni dai 326 del 2011; inoltre il prestito da 150 milioni varato il 22 febbraio è al momento sottoscritto solo per 95 milioni, anche se l’auspicio è, con l’arrivo del nuovo ad, che ci siano altre sottoscrizioni.
Gabriele Del Torchio, varesino, classe 1951, è stato alla guida di Borgo Panigale dal 2007: «Ha guidato Ducati attraverso una fase economicamente difficile, consentendo all’azienda una crescita costante, fino a posizionarla ai vertici del segmento premium delle moto sportive», gli riconosce l’ad di Audi Ag e presidente del Cda di Ducati Motor Holding, Rupert Stadler. Alla Ducati gli succede Claudio Domenicali, già direttore generale del gruppo. Prima di Del Torchio nella “nuova” Alitalia il ruolo di ad è stato ricoperto per tre anni da Rocco Sabelli e per uno da Andrea Ragnetti, che ha lasciato due mesi fa. Il consiglio di amministrazione di ieri, oltre a nominare Del Torchio, ha analizzato lo stato di avanzamento del budget 2013, confermando l’obiettivo del pareggio e rivedendo le modalità per raggiungerlo. Secondo indiscrezioni, la riunione è stata l’occasione per discutere dell’ipotesi di convertire già a fine anno il prestito da 150 milioni. A Del Torchio sono state attribuite tutte le deleghe operative e la sua nomina all’interno del cda sarà confermata dall’assemblea del 29 aprile, chiamata anche ad approvare il bilancio 2012.
Intanto i sindacati chiedono al nuovo ad un «confronto serio »: «Ci aspettiamo soprattutto chiarezza — dice il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi — perché Alitalia è in una fase molto critica, ha bisogno di un piano industriale degno di questo nome, quello attuale si è dimostrato ampiamente insufficiente ». La «chiarezza» si riferisce anche all’obiettivo del pareggio, che a Rossi pare «poco credibile»: «Piuttosto sarebbe realistico pensare a un piano triennale che punti al pareggio attraverso risultati di produzione, non attraverso i soliti scellerati tagli dei costi e dismissioni di attività». Sulla quasi impossibilità del pareggio entro il 2013 concorda il segretario nazionale della Uil Trasporti, Marco Veneziani: «Del Torchio è sicuramente un manager di alto profilo, adatto alla situazione di Alitalia, ma il pareggio di bilancio quest’anno ci sembra davvero un traguardo difficile. Aspettiamo il nuovo piano industriale».

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