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Deflazione più lontana Renzi, obiettivo 2017: Italia al quarto posto nel G7

L’inflazione ha rialzato la testa, e visto il contesto è una buona notizia. Come è positivo lo stop alla caduta dei prestiti che le banche concedono a famiglie e imprese: a giugno, rispetto alla stesso mese dell’anno scorso la variazione è stata prossima allo zero (meno 0,1 per cento rispetto al picco negativo del meno 4,5 della fine del 2013) e per l’Abi questo è un chiaro segnale di svolta. Ma se l’aumento dei prezzi al consumo calcolato dall’Istat – più 0,2 per cento sia rispetto al 2014 che allo scorso mese di maggio – è un bene perché allontana il rischio deflazione (la spirale di prezzi al ribasso che affossano l’economia), dalle stesse banche arriva anche un segnale d’allarme. Le sofferenze, ovvero la difficoltà per gli istituti di riscuotere i crediti, hanno raggiunto a maggio livelli record, fin oltre i 193 miliardi. Un dato così non si vedeva dal 1996.
A completare il quadro dimostrando che la ripresa è ancora debole c’è il nuovo record negativo raggiunto, sempre a maggio, sul debito pubblico. La «montagna» ha sfondato i 2.218 miliardi, in crescita del 3,9 per cento dall’inizio del 2015 e di oltre 23 miliardi nell’ultimo mese. E il risultato di un picco di stagionalità e il ministero dell’Economia, in un tweet, lo fa notare ricordando che i «raffronti nel tempo e fra Paesi sono sul debito rispetto al Pil, non in valore assoluto».
L’aumento era previsto e non tiene ancora conto delle entrate da autotassazione, ma è anche vero che l’obiettivo fissato dal Def a fine anno è a 2.171 miliardi. I dati diffusi dalla Banca d’Italia spiegano anche le ragioni del picco. Il primo effetto (vale 17,8 miliardi) è il ricorso del Tesoro alle disponibilità liquide. Ma c’è anche l’impatto del mercato: 1,3 miliardi sono dovuti alla rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e al deprezzamento dell’euro. Renzi non commenta il debito e guarda alla crescita «È inaccettabile che l’Italia sia nel G7 il paese con l’ultimo Pil ha detto – E’ inaccettabile che abbia perso tutte le posizioni nel G7. La strategia ora è quella di arrivare per il 2017, quando saremo noi ad avere la presidenza del G7, ad avere raggiunto il quarto-quinto posto».
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