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Definizione a rischio conguaglio

di Roberto Rosati  

Definizione delle liti pendenti con possibilità di conguaglio: l'eventuale deposito di una sentenza dopo il versamento, ma prima della presentazione della domanda, può comportare la rideterminazione della somma dovuta, con conseguente obbligo per l'interessato di integrare il versamento inferiore, ovvero diritto alla restituzione della somma eccedente. Se si vuole evitare il rischio del conguaglio, occorrerà quindi presentare la domanda subito dopo l'esecuzione del versamento; a tal fine, non essendo ancora attiva la procedura di trasmissione telematica, la domanda potrà essere consegnata all'ufficio delle entrate. È quanto emerge dalla circolare delle Entrate 48 del 24/10/2011, in merito alla procedura di definizione agevolata delle liti di valore fino a 20 mila euro (si veda ItaliaOggi di ieri).

Importo dovuto per l'estinzione della lite. Il contribuente che intende avvalersi della definizione agevolata della controversia dovrà pagare una somma variabile in ragione del valore e dello stato della lite. Più precisamente:

a) se il valore della lite è fino a 2 mila euro, è dovuta la somma di 150 euro;

b) se il valore della lite è superiore a 2 mila euro, la somma dovuta è pari:

– al 30% del valore della lite, nel caso in cui non sia intervenuta alcuna pronuncia non cautelare sul merito o sull'ammissibilità dell'atto introduttivo del giudizio (la circolare chiarisce che si versa in questa situazione anche nel caso di pendenza del giudizio di rinvio ovvero del termine per la riassunzione);

– al 10% del valore della lite, se sia risultata soccombente l'agenzia nell'unica o ultima pronuncia giurisdizionale come sopra;

– al 50% del valore della lite, se sia risultato soccombente il contribuente.

La pronuncia di inammissibilità del ricorso o dell'impugnazione determina soccombenza della parte che ha prodotto l'atto dichiarato inammissibile. In caso di soccombenza parziale, si applicheranno la percentuale del 10% sulla parte del valore della lite per la quale la pronuncia è favorevole al contribuente, e quella del 50% sulla parte per la quale la pronuncia è invece favorevole all'ufficio.

La rilevanza temporale delle pronunce. Al fine di determinare la somma dovuta, che dovrà essere versata entro il 30/11/2011, l'art. 16 della legge 289/02, al quale rinvia espressamente la nuova norma, prevede che si debba fare riferimento alla situazione esistente alla data di presentazione della domanda di definizione (che dovrà essere presentata entro il 2/4/2012). In particolare, rilevano le pronunce giurisdizionali «rese» (espressione da intendere, in genere, con «depositate») alla data in cui viene presentata la domanda. L'ampiezza del lasso temporale fra le scadenze previste per i due adempimenti necessari per perfezionare la definizione (il versamento da una parte, la presentazione della domanda dall'altra) richiede attenzione. Come osserva la circolare, qualora la causa sia stata già discussa (e presumibilmente anche decisa), è necessario che il contribuente verifichi, prima della presentazione della domanda, se sia intervenuto o meno il deposito della sentenza, deposito che rileva anche se il contribuente non ne abbia ricevuto comunicazione. Ciò perché se tra la data del versamento delle somme dovute e quella di presentazione della domanda intervenga una pronuncia giurisdizionale per effetto della quale le somme dovute risultino modificate, occorrerà agire in senso conseguente. Più precisamente, chiarisce la circolare, potrà verificarsi che, per effetto della pronuncia intervenuta, le somme già versate risultino:

a) superiori a quelle dovute; in questo caso l'interessato avrà diritto alla restituzione dell'eccedenza. Invero, la circolare pare subordinare il diritto alla ricorrenza del presupposto previsto per il rimborso delle somme versate in via provvisoria che risultassero eccedenti l'importo dovuto per la definizione, ossia la soccombenza dell'ufficio. Al riguardo, nell'osservare che la situazione in esame è diversa e che di tale condizione non vi è traccia nella precedente circolare n. 12/2003, va rilevato che la precisazione non dovrebbe sortire effetti pregiudizievoli, perché l'eventualità dell'esecuzione di un versamento eccedente si ricollega proprio alla sopravvenienza di una sentenza favorevole;

b) inferiori a quelle dovute; in questo caso il soggetto interessato dovrà versare la differenza entro la data di presentazione della domanda, e dunque, eccezionalmente, anche oltre il 30/11/2011.

La circolare suggerisce di presentare la domanda immediatamente dopo l'esecuzione del versamento. Al momento, però, non è ancora possibile inoltrare la domanda nei modi stabiliti, ossia per via telematica. Pertanto fino a quando non saranno disponibili le funzionalità per la trasmissione telematica, è possibile consegnare la domanda all'ufficio, che rilascerà ricevuta e si impegnerà a trasmettere la domanda telematicamente secondo le modalità stabilite con il provvedimento del 13/9/2011. Per la determinazione della somma dovuta si fa riferimento all'ultima o all'unica pronuncia non definitiva resa alla consegna.

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