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Deficit, rinvio a maglie larghe

Tutte le perdite realizzate nell’esercizio 2020 sono rinviabili e non solo quelle non coperte da riserve. Sospendibili per 5 anni le perdite conseguite in esercizi che «girano intorno» al 31/12/2020. Per prorogare la copertura di perdite che portano il capitale al di sotto del minimo è necessaria una riunione assembleare. È la posizione «maggioritaria» fatta propria dal Notariato del Triveneto, ma avallata anche dal Mise e dalla Fondazione nazionale dei dottori commercialisti.

La questione. Il problema riguarda la corretta interpretazione delle disposizioni di cui al comma 266 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178) recante «Disposizioni temporanee in materia di riduzione di capitale». In pratica ci si chiede quali debbano essere «le perdite emerse nell’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2020» nei confronti delle quali non si applicano gli obblighi di ricapitalizzazione, scioglimento o trasformazione della società di cui agli artt. 2446 e 2447 cc per le spa o 2482-bis e ter cc per le srl. Ai sensi del punto 2 del comma in oggetto, il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo, stabilito dagli articoli 2446, comma 2, e 2482-bis, comma 4, del codice civile, è posticipato al quinto esercizio successivo. Viene poi previsto che l’assemblea che approva il bilancio di tale esercizio deve ridurre il capitale in proporzione delle perdite accertate. Inoltre, anche nelle ipotesi (più gravi), contemplate dagli articoli 2447 o 2482-ter del codice civile, cioè di perdita oltre 1/3 del capitale tale da portare lo stesso al di sotto del minimo legale, l’assemblea convocata senza indugio dagli amministratori (di norma secondo la Cassazione entro 30 giorni dall’accertamento della perdita), in alternativa all’immediata riduzione del capitale e al contemporaneo aumento del medesimo a una cifra non inferiore al minimo legale, può deliberare di rinviare tali decisioni ancora alla chiusura relativa all’esercizio 2025. Fino a tale data non operano le cause di scioglimento delle srl o spa o cooperative per perdita del capitale di cui agli articoli 2484, comma 1, punto n. 4), e 2545-duodecies del codice civile.

Le perdite rilevanti. In merito alle perdite rilevanti il Mise ritiene che «oggetto della norma sono solo le perdite emerse nell’esercizio 2020 (o negli esercizi non solari ricomprendenti la data del 31 dicembre 2020). Sembra da escludersi, pertanto, che la disposizione possa riguardare perdite relative a esercizi antecedenti, come inizialmente da alcuni ipotizzato, restando le stesse assoggettate, di conseguenza, al regime generale (anche in tema di scioglimento ex art. 2484, n. 4, cc)». In tal senso circolare Mise prot. n. 26890 del 29/1/2021. In direzione analoga si pone la circolare della Fondazione nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili del 17 marzo 2021, secondo la quale le perdite oggetto di sospensione sono unicamente le perdite emerse nell’esercizio 2020.

Il tema è condiviso dai notai del Triveneto che ritengono sospese le sole perdite emerse nell’esercizio che comprende il 31 dicembre 2020. Essi evidenziano a riguardo, che il dettato normativo consente di sospendere anche le perdite eventualmente coperte da riserve in quanto ad avviso degli stessi, il criterio di attivazione della norma è economico e non patrimoniale (Mass. T.A 1). In altri termini, tutte le perdite prodotte nell’esercizio 2020, anche in società con riserve capienti ad assorbirle potranno essere oggetto di sospensione e sterilizzazione per cinque esercizi.

In merito alle perdite sterilizzate, emerse nell’esercizio che comprende il 31 dicembre 2020, il notariato Triveneto ritiene (giustamente in relazione alle disposizioni letterali della norma) che esse sono rinviabili a prescindere dalla circostanza che esse siano riconducibili all’emergenza Covid (Mass. T.A.11). Sono rinviabili, ad avviso di chi scrive, anche le perdite che generassero un patrimonio netto negativo.

L’effetto «trascinamento». La sterilizzazione, si legge nella massima T.A.5, riguarda le perdite dell’esercizio che comprende la data del 31 dicembre 2020 dacché vanno distinte due specifiche situazioni: 1) il limite di 1/3 della perdita sia stato superato per la prima volta nell’esercizio 2019 e nell’esercizio 2020 non si sia rientrati al di sotto di tale limite: in tale ipotesi le perdite nel 2021 risulteranno da coprire in quanto, non saremmo di fronte a perdite emerse nel 2020;

2) la società ha superato il limite di 1/3 di perdita del capitale sociale senza ridurlo al di sotto del minimo di legge per la prima volta nell’esercizio 2020 (anche per effetto di perdite non integralmente emerse nell’esercizio ma relative in parte a esercizi precedenti che sommate a quelle dell’esercizio 2020 determinano il superamento di tale limite), l’obbligo di riduzione del capitale sociale nominale è differito al quinto esercizio successivo a quello 2020. Ciò in quanto la fattispecie del 2446 cc (o del 2482-bis ) si è verificata a seguito di perdite del 2020;

3) la società ha superato nel corso dell’esercizio 2020 (o che comprende il 31 dicembre 2020) perdite che eccedono, da sole o sommate a quelle emerse in altri esercizi, il terzo del capitale sociale riducendolo al di sotto del minimo legale. In questi casi la società potrà deliberare di rinviare la decisione sulla copertura della perdita alla chiusura dell’esercizio 2025 (mass. T.A 7). Tali posizioni, seppur parzialmente in linea con il dettato letterale (perdite emerse nel 2020) potrebbero, ad avviso di chi scrive, essere condivisibili in quanto le situazioni che obbligano alla ricapitalizzazione (o alla trasformazione o allo scioglimento della società) prevista dall’art. 2447 cc (o del 2482-ter) si sono verificate a seguito di perdite realizzate nell’esercizio 2020, in assenza delle quali i relativi obblighi non si sarebbero prodotti.

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