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Deficit ok con tagli e tasse «Piena ripresa a fine anno»

ROMA — «Nel quarto trimestre è possibile la piena ripresa dell’economia, credo che l’Italia stia uscendo dalla fase di recessione e stia entrando in una fase di ripresa anche grazie allo sforzo di sostegno fatto con le misure del governo». Il ministro del Tesoro Fabrizio Saccomanni sceglie i tasti dell’ottimismo anche nella non facile impresa di ricreare un clima di fiducia nel Paese e, in una intervista televisiva al «Tg4», giudica che le stime fatte ieri da Confindustria sulla produzione industriale in leggero aumento su maggio (di appena lo 0,1%) siano sufficienti per sperare in una inversione di tendenza. Saccomanni ricorda che la fase di ripresa è stata per altro «indicata da tutti i revisori» tra i quali l’Ocse nell’ultimo outlook sull’Italia.

«Una ripresa – ha aggiunto il ministro – che proseguirà nell’anno prossimo». Non di una fiammata dunque si tratta ma di una vera e propria uscita dal ciclo recessivo corroborata soprattutto dall’immissione nel circuito finanziario e produttivo dei 20 miliardi sbloccati dalla pubblica amministrazione. E anche dalle buone cifre sull’andamento dei conti pubblici: nel mese di giugno – secondo una nota del Mef – il fabbisogno è migliorato di circa 8 miliardi rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, grazie al contenimento delle spese delle amministrazioni centrali e ad un aumento del gettito fiscale.

Il ministro del Tesoro conferma le sue preoccupazioni emerse nell’intervista al Corriere della Sera nel reperire le risorse per coprire lo stop dell’aumento dell’Iva e dell’Imu sulla prima casa ma ieri ha voluto precisare che si tratta di misure «sì difficili ma non impossibili». E, addirittura, ha annunciato che secondo lui la soluzione per risolvere l’Imu «potrebbe arrivare entro Ferragosto» in anticipo rispetto al termine di fine mese scritto nel decreto di rinvio del pagamento della prima rata di giugno.

Per l’inquilino di via Venti Settembre «la questione Imu è stata ampiamente dibattuta e credo che se riusciamo a risolverla prima siamo tutti contenti, io per primo» ma intanto ieri al decreto Imu sono stati presentati 113 tra emendamenti e ordini del giorno. Il ministro ha voluto stemperare il presunto clima ostile di pezzi della maggioranza contro l’esecutivo. Per Saccomanni si tratta di «fibrillazioni soprattutto di tipo mediatico: uno legge il giornale poi fa una dichiarazione cui segue una controdichiarazione… ma all’interno del governo i rapporti sono tranquilli, sereni, collaborativi».

In attesa che le critiche dell’ex premier Mario Monti – «Letta cambi marcia o lasciamo la coalizione» – si trasformino poi in atti concreti, Saccomanni ha avuto ieri mattina un lungo (un’ora e mezzo) incontro con il presidente dei deputati del Pdl, Renato Brunetta, proprio per cercare di smussare i punti di contrasto emersi nei giorni scorsi su tutto il delicato capitolo delle coperture. L’ex ministro pidiellino e responsabile del programma del partito di Berlusconi gli avrebbe espresso le sue perplessità sull’azione minimalista e dei piccoli passi adottata dal governo in una fase di forte stasi dell’economia. E gli avrebbe spiegato la sua idea della «cabina di regia» proprio per evitare alcune fughe in avanti di alcune anime della maggioranza. E infatti ieri il sottosegretario Pd all’Economia Pierpaolo Baretta ha proposto l’idea di una nuova «tax service che metta insieme Imu e Tares in modo da consentire una copertura al mancato pagamento dell’Imu sulla prima casa e per dare più spazio di manovra ai Comuni».

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