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Deficit su di 10 miliardi Gentiloni: “Regole Ue sospese anche nel 2022”

Potrebbe salire da 40 a 50 miliardi la manovra di Bilancio 2021. Il documento che sarà varato nel fine settimana, dopo un nuovo vertice di maggioranza atteso per oggi, sarà ancora legato ai vecchi saldi della Nota di aggiornamento dei conti pubblici del mese scorso, che prevede un deficit programmatico del 7 per cento per il prossimo anno. Tuttavia, nel corso dell’iter Parlamentare, il governo si prepara a chiedere alle Camere l’approvazione di un nuovo scostamento di bilancio. Di quanto? Secondo alcune stime sarebbe pari a poco più di 10 miliardi, circa lo 0,6 di Pil, portando il deficit del prossimo anno al 7.6 per cento, anche se sull’entità della misura l’esecutivo si dice ancora in fase di valutazione. A dare forza all’ipotesi tuttavia anche le parole del premier Conte alla Stampa che ha confermato la possibilità di uno scostamento nel 2021 e, soprattutto, la decisione della conferenza dei capigruppo della Camera che ieri ha fissato al 25 novembre la eventuale votazione sulla richiesta di aumento del deficit. Si tratterebbe del quinto scostamento di Bilancio chiesto nel 2020 dopo quelli di marzo (20 miliardi), di aprile (55 miliardi), di luglio (25 miliardi): in tutto circa 100 miliardi cui vanno aggiunte le risorse autorizzate con il quarto scostamento di bilancio con i nuovi saldi della Nadef per il 2021. La possibilità di sforare è assicurata per il prossimo anno dalla “clausola di sospensione” del patto di Stabilità che, secondo l’annuncio di ieri del Commissario europeo Gentiloni, potrà essere estesa anche al 2022.
I dieci miliardi in più, secondo le voci della vigilia, dovrebbero andare a finanziare alcune poste strutturali, come il reddito di cittadinanza, la cassa integrazione ed anche il cosiddetto fondo ristori. Questo fondo è attualmente dotato di 400 milioni per far fronte all’estensione delle zone arancioni e rosse quest’anno (addirittura è probabile che per l’attivazione sia necessario un ulteriore decreto Ristori, il terzo), ma dal prossimo dovrà essere rifinanziato e si parla di 4 miliardi. Sempre troppo pochi se è vero il calcolo riportato da Bloomberg secondo il quale all’Italia il lockdown completo costerebbe 10 miliardi al mese e dunque 40 fino a marzo del prossimo anno.
Quando alla chiusura dei conti di quest’anno dovrebbe tenere la stima della Nadef del 10,8 di deficit- Pil: l’andamento delle entrate in fase di autotassazione ed alcune spese non utilizzate sulle misure anti- Covid avevano infatti consentito di ridurre la stima al 10,5 (notificata a Bruxelles con il Documento programmatico di Bilancio). Così i due decreti Ristori e Ristori Bis, per un totale di 8 miliardi, hanno trovato spazio di copertura.
Tornando alla legge di Bilancio ad annunciare alcune misure a favore delle donne e della famiglia è intervenuto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. «In manovra ci saranno risorse a regime per gli asili nido, da rafforzare poi con i fondi del Recovery plan, e decontribuzioni per le assunzioni delle donne», ha osservato il ministro.
In pressing sul governo, oltre alle categorie più o meno contente per i decreti Ristori, anche la Confindustria che ieri con il presidente Bonomi ha incalzato l’esecutivo: «Spero che prima o poi avremo la possibilità di avere una bozza della legge di bilancio: siamo all’11 novembre e ancora non abbiamo visto nulla».
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